Il Tirreno

Pontedera

Arpat, dietrofront dei sindaci

Giacomo Pelfer
Tecnici dell’Arpat durante dei rilievi in un corso d’acqua
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Tecnici dell’Arpat durante dei rilievi in un corso d’acqua

Per il centro di San Romano i Comuni "rinunciano" al telerilevamento

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 SAN ROMANO. Si dicono soddisfatti i sindaci del Comprensorio del cuoio del protocollo avanzato dalla Regione per la gestione del centro Arpat di San Romano. Ma a dispetto delle raccomandazioni avanzate dai Comuni, l'accordo, pur garantendo il mantenimento del centro, ribadisce la "non obbligatorietà" del telerilevamento, cioè dei controlli preventivi sulle emissioni inquinanti.  «L'accordo - scrivono i primi cittadini - rafforzato dalla partecipazione della Regione, che per la prima volta sottoscriverà il protocollo, contiene tutti i punti fondamentali che i sindaci avevano indicato, a garanzia della tutela dell'ambiente e della salute». In realtà, viene rinviata anche la questione del personale, tagliato da 5 a 3 operatori nel marzo scorso.  Telerilevamento e personale sono i dubbi che rimangono. Emersi in questi giorni anche nella commissione ambiente di San Miniato. Hanno alimentato più di due anni di trattative, ma adesso vengono liquidati con un critica al Governo: «Considerato il contesto di ristrettezze economiche di Comuni, Provincia e Regione, dovute ai sempre maggiori tagli del governo centrale, esprimiamo soddisfazione per l'accordo raggiunto». Infine un auspicio: «Come richiesto all'assessore regionale all'Ambiente Bramerini, i sindaci auspicano una sollecita sottoscrizione del protocollo, e s'impegnano, in occasione delle verifica annuale, a controllare che tutti gli interventi previsti siano puntualmente attuati».  Nel frattempo, la direzione regionale Arpat rende noti i dati sugli esposti presentati dai cittadini nei primi sei mesi del 2011. Numeri che s'impennano nel Comprensorio: 47 tra gennaio e giugno nei Comuni del Valdarno. Più del doppio dell'intera provincia di Grosseto e 2 in più rispetto al dipartimento del Mugello, dove l'Arpat conta la bellezza di 8 operatori.  Su 47 esposti, almeno una trentina sono relativi a maleodoranze. Numeri importanti considerato che nel 2010, per lo stesso motivo, si raccolsero 30 casi in tutto l'anno. Guida la classifica Castelfranco, con 13 esposti (sesto in Regione tra i Comuni non capoluogo di provincia), seguono Santa Croce (10), Montopoli (8), Fucecchio (6) e con 5 San Miniato e Santa Maria a Monte.

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