Il Tirreno

Pontedera

Nel bilancio mancheranno 850mila euro

Paola Silvi
Nel bilancio mancheranno 850mila euro

L'assessore Papiani: sarà un anno difficile per gli investimenti

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PONTEDERA. Sarà di 850mila euro l'entità dei tagli diretti dallo Stato che graveranno sulle casse del comune di Pontedera per l'anno 2012. Un colpo durissimo, "una macelleria sociale", la definisce senza mezzi termini il sindaco Simone Millozzi, che avrà notevoli ricadute sulle attività e sui servizi a disposizione dei cittadini. «E se di questa cifra - specifica l'assessore al bilancio Marco Papiani - avevamo già considerato 650mila euro di trasferimenti in meno, il quadro non cambia». Piova insomma sul bagnato a Palazzo Stefanelli. Con l'ulteriore decurtazione di 200mila euro.  «Sarà un anno difficile - continua Papiani - soprattutto dal punto di vista degli investimenti». Le finanze degli enti locali poi, oltre ai provvedimenti già in vigore, saranno colpite anche dalla nuova stangata governativa, quella pensata per evitare il default finanziario. E saranno altri dolori. «L'amministrazione pontederese ha il merito di far parte della fascia dei comuni virtuosi - aggiunge l'assessore - ma ai fini pratici questa collocazione non è d'aiuto alla situazione concreta». L'orizzonte si colora di tinte fosche e le conseguenza saranno inevitabili. «Faremo il punto la prossima settimana. Per il momento mancano ancora parametri specifici a cui attenerci», ribadisce Papiani. Ma dove andrà a cadere la mannaia dei tagli? Dal Comune nessuno si sbilancia ma la paura più grande riguarda sempre i servizi alla persona, con i trasporti, la mensa scolastica e i nidi in trincea. Nell'occhio de ciclone ci sarebbero poi ulteriori limitazioni alla spesa dei dipendenti pubblici. Non ci sono salvagenti a cui aggrapparsi. E neppure gli incentivi previsti dalla manovra di Ferragosto potrebbero rivelarsi utili. L'articolo 5 del decreto 138/2011, incentrato sulle società partecipate, assegna una quota del Fondo infrastrutture agli enti territoriali che procedano alla dismissioni di partecipazioni azionarie in società esercenti servizi pubblici locali di rilevanza economica, diversi dal servizio idrico. Ma se di fatto si tratta di una ghiotta occasione, da valutare, che consentirebbe di avere a disposizione nuove risorse da reinvestire, per il comune di Pontedera questa partita non va giocata. Papiani non entra nel dettaglio ma chiarisce che l'universo delle partecipate non ha le carte per essere trasformato in finanziamenti che permetterebbero magari di aprire qualche nuovo cantiere. «In molte partecipate - spiega - la nostra presenza sfiora una percentuale talmente piccola che non avrebbe senso tradurla in investimenti. In altre, come le fondazioni, la finalità è prettamente culturale. Da quelle invece, come la Geofor, l'Ecofor Service e la Siat, dove il Comune ha rispettivamente quasi il 20% e, nel caso della società che gestisce i parcheggi il 51%, riceviamo dei vantaggi e dei riscontri positivi, non sarebbe assolutamente conveniente uscirne».

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