Attenzione
I sindaci chiudono i Comuni
Emilio Chiorazzo
Giovedì lo sciopero contro i tagli dei trasferimenti
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PONTEDERA. Immaginiamoci che, da un giorno a un altro, il Comune decidesse di interrompere il servizio di navetta - gratuito - dai parcheggi scambiatori del Cineplex e dei cimiteri al centro. Al disagio degli utenti che usufruiscono ogni giorno del trasporto, c'è da aggiungere anche l'aggravio di traffico - e di conseguenza i disagi legati alla sosta - per l'aumento dei veicoli che arriverebbero nelle strade del centro storico. Non è un'ipotesi remota: quel servizio, alle casse del Comune - e quindi a tutti noi - costa 400mila euro l'anno. Se pensiamo che, solo per effetto della prima manovra di quest'anno, al comune di Pontedera mancherà un importo che è più del doppio, è anche facile capire che non sarà l'unico servizio a rischio peggioramento o soppressione.
«Con i trasporti - dice Simone Millozzi, sindaco di Pontedera - rischiano un drastico ridimensionamento tutti i servizi scolastici, i bus degli studenti, le mense, i trasporti pubblici, i servizi sociali e agli anziani». Anche in questo caso, sono le cifre a dare il quadro più reale della situazione. «Fino a oggi - spiega ancora il primo cittadino di Pontedera - per il sostegno alle persone non autosufficienti, abbiamo avuto 175mila euro di trasferimento. Sapete quant'era l'anno scorso? Un milione e dodicimila euro. Quelli che mancano, sono servizi da tagliare. Ma quel che è peggio è che la gente sembra non aver capito la gravità della situazione: si tagliano risorse ai Comuni, costringendoli o a mettere le mani nelle tasche dei cittadini o a ridurre i servizi. Una situazione insostenibile». Ed è per questo che Simone Millozzi e gli altri sindaci dei Comuni che appartengono all'Unione della Valdera, giovedì partecipano allo sciopero indetto dall'Anci, l'associazione che riunisce i Comuni d'Italia.
In maniera simbolica consegneranno le deleghe dell'ufficio anagrafe e la fascia tricolore al prefetto di Pisa. Come se, in un certo senso, chiudessero le porte dei loro Municipi. «Ma abbiamo deciso anche di creare un momento di discussione, per informare i nostri concittadini della gravità della situazione», commenta ancora Millozzi. Sarà convocato - alle 21,30 nell'auditorium della sede di piazza Brigate Partigiane, sede della Unione Valdera - un consiglio aperto con tutti i consiglieri dell'Unione e anche tutti gli assessori di tutti i Comuni che la compongono. E non è finita. Sono allo studio altre situazioni, per manifestare il disagio e trasmetterlo alla gente. I sindaci della Valdera e del resto della provincia di Pisa non sono nuovi a queste situazioni. Nei mesi scorsi si sono imbavagliati e legati in una piazza di Pontedera; vestiti da maghetti, stile Harry Potter, sono andati in corteo a Pisa. I primi cittadini si mobilitano anche fuori dall'Unione: il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli ha deciso di aderire all'iniziativa e ha ha scritto una lettera aperta a tutti i suoi concittadini per spiegare la forma di protesta. "Carissimi cittadini - scrive Antonelli - giovedì 15 settembre dirò al Prefetto e al Ministro dell'Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l'ufficio Anagrafe e stato civile. Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali. Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.
Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi. Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l'Anci stanno facendo non è la protesta della "casta" ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili. Se mi verrete a trovare vi aprirò le porte del vostro Comune».
«Con i trasporti - dice Simone Millozzi, sindaco di Pontedera - rischiano un drastico ridimensionamento tutti i servizi scolastici, i bus degli studenti, le mense, i trasporti pubblici, i servizi sociali e agli anziani». Anche in questo caso, sono le cifre a dare il quadro più reale della situazione. «Fino a oggi - spiega ancora il primo cittadino di Pontedera - per il sostegno alle persone non autosufficienti, abbiamo avuto 175mila euro di trasferimento. Sapete quant'era l'anno scorso? Un milione e dodicimila euro. Quelli che mancano, sono servizi da tagliare. Ma quel che è peggio è che la gente sembra non aver capito la gravità della situazione: si tagliano risorse ai Comuni, costringendoli o a mettere le mani nelle tasche dei cittadini o a ridurre i servizi. Una situazione insostenibile». Ed è per questo che Simone Millozzi e gli altri sindaci dei Comuni che appartengono all'Unione della Valdera, giovedì partecipano allo sciopero indetto dall'Anci, l'associazione che riunisce i Comuni d'Italia.
In maniera simbolica consegneranno le deleghe dell'ufficio anagrafe e la fascia tricolore al prefetto di Pisa. Come se, in un certo senso, chiudessero le porte dei loro Municipi. «Ma abbiamo deciso anche di creare un momento di discussione, per informare i nostri concittadini della gravità della situazione», commenta ancora Millozzi. Sarà convocato - alle 21,30 nell'auditorium della sede di piazza Brigate Partigiane, sede della Unione Valdera - un consiglio aperto con tutti i consiglieri dell'Unione e anche tutti gli assessori di tutti i Comuni che la compongono. E non è finita. Sono allo studio altre situazioni, per manifestare il disagio e trasmetterlo alla gente. I sindaci della Valdera e del resto della provincia di Pisa non sono nuovi a queste situazioni. Nei mesi scorsi si sono imbavagliati e legati in una piazza di Pontedera; vestiti da maghetti, stile Harry Potter, sono andati in corteo a Pisa. I primi cittadini si mobilitano anche fuori dall'Unione: il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli ha deciso di aderire all'iniziativa e ha ha scritto una lettera aperta a tutti i suoi concittadini per spiegare la forma di protesta. "Carissimi cittadini - scrive Antonelli - giovedì 15 settembre dirò al Prefetto e al Ministro dell'Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l'ufficio Anagrafe e stato civile. Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali. Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.
Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi. Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l'Anci stanno facendo non è la protesta della "casta" ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili. Se mi verrete a trovare vi aprirò le porte del vostro Comune».
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