Finanza
IL CASO
Castelfranco, Croce rossa in allarme
Francesca Ferri
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CASTELFRANCO. L'ambulanza del 118 arriva a sirena spiegata ma a bordo non ci sono medici né infermieri, solo personale volontario. È la prospettiva che serpeggia da tempo alla Asl 11, denunciata dalla Croce rossa di Castelfranco. «Oltre a sparire dalle ambulanze - spiega Massimo Ciarpaglini, della Cri di Castelfranco - medici e infermieri saranno trasferiti su appena cinque auto mediche chiamate a coprire tutto il territorio, delle quali solo due nel Valdarno». Nel Comprensorio ad oggi di notte operano quattro mezzi con il medico a bordo (un'auto e tre ambulanze) e un'ambulanza con infermiere. Di giorno esistono poi punti di emergenza territoriale (Pet) con medico a Santa Croce e Montopoli, un'auto medica a Fucecchio e, a San Miniato, un medico alternato a un infermiere, oltre alle ambulanze dei volontari. «E pare - dice Ciarpaglini - che vogliano togliere anche i Pet». Cosa cambia per i cittadini? «Un volontario può fare un massaggio cardiaco, usare il defibrillatore, dare ossigeno e applicare le tecniche di primo soccorso per i traumatizzati. Ma non può somministrare farmaci, nemmeno per esempio una fiala di Lasix a chi respira male perché ha liquidi nei polmoni». Se la Croce rossa di Castelfranco suona l'allarme altre realtà del volontariato restano in attesa di notizie certe sul quadro della riorganizzazione del servizio di emergenza territoriale che l'Asl 11 si appresta a tracciare. Già oggi alla conferenza dei sindaci si avranno le prime notizie ufficiali su cosa potrà accadere. «È comunque assurdo - conclude Ciarpaglini - risparmiare sul soccorso».
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