La manifestazione
Quegli angoli di degrado in centro
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Larea occupata da un distributore di benzina e lasciata abbandonata dopo che la stazione di servizio ha chiuso. A destra un quadro dei comandi elettrici rimasto a cielo aperto in mezzo alla strada Dal cartello coperto col sacco dei rifiuti, alla passerella poco sicura sul ponte
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PONTEDERA. Dal Ponte Napoleonico alle vie laterali di corso Matteotti. Dal centro storico alla zona Oltrera. A porre l'attenzione sui divieti di sosta non rispettati, sulle aree degradate e sulla mancanza di sicurezza è un cittadino che si fa portavoce e cassa di risonanza «delle lamentele di altri cittadini», spiega lui stesso, Fabio Bachini, pontederese doc. Bachini non ha dato vita a un comitato. Ha verificato e documentato di persona le segnalazioni, le ha raccolte e ora cerca nell'amministrazione l'interlocutrice privilegiata e denuncia la noncuranza che, secondo i suoi sopralluoghi, imperversa in città. «La manutenzione della cartellonistica in via Firenze non c'è mai stata mentre il divieto di sosta è perennemente ignorato lungo via Veneto», protesta Bachini. E la lista è ancora lunga. «In via Battisti si è provveduto a eliminare il segnale - continua - coprendo il cartello con un sacco dell'immondizia. La sosta sul marciapiede è ancora tollerata. Stessa sorte in via dei Portici dove gli automobilisti non accennano a parcheggiare negli spazi previsti ma fanno orecchie da mercante e bypassano la segnaletica». La superficialità che descrive il pontederese necessita un intervento. «Come cittadino - ribadisce Bachini - non posso ritenermi soddisfatto per i cambiamenti che non sono mai stati adottati. Mi auguro allora che gli organi competenti affrontino seriamente queste questioni perché il significato della parola esaustivo non è di difficile interpretazione». Come dire che le soluzioni che via via sono state trovate non hanno portato i risultati sperati. Ma c'è di più. Stavolta l'occhio vigile del cittadino si sposta Fuori del Ponte. In particolare sull'argine. «L'accesso al Ponte Napoleonico - descrive Fabio Bachini - appare precario e provvisorio. Sia utilizzando la rampa in legno fatiscente e scivolosa, soprattutto se bagnata, sia attraverso le scalette strette e prive di passamano. Senza contare i giochi per i bambini di cui il prato era dotato e che sono scomparsi. Il tavolo invece è distrutto. Manca poi la recinzione sul lato ovest del giardino che costeggia l'argine dell'Era. E la medesima sorte tocca anche all'area che costeggia il rio della Maltagliata, lasciato a cielo aperto nonostante i lavori di risistemazione». La tolleranza, dopo ogni punto, sembra scomparire a poco a poco. «Le condizioni che racconto vanno risolte - sentenzia amareggiato Bachini - ma non sono le sole». LA documentazione dei piccoli degradi quotidiani passa attraverso un'area, prima occupata da una stazione di servizio e oggi in stato di abbandono, a un quadro elettrico, lasciato a... cielo aperto. P.S.
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