Il dolore
L’intervento. L’ex consigliere Fiumi e le pesanti conseguenze occupazionali dell’operazione
«Quella chiusura, una scelta affrettata»
Piero Fiumi ex consigliere comunale
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Piero Fiumi1 MINUTI DI LETTURA
Ero consigliere comunale del Pli a Volterra all'epoca dello smantellamento dell'ex manicomio. Prima del 1978 le province di Pisa e Livorno avevano fatto intendere che non volevano più pagare questa "fabbrica di matti" (così da tanti veniva chiamata). Esponenti del Pci e del Psi facevano a gara per accelerare la chiusura. Era una colpa storica avere avuto un manicomio che aveva i requisiti dell'apertura e del dialogo con la città. Merito dei direttori: Scabia, Sarteschi, Mariani, Simonini. Si doveva chiudere già prima della legge 180. Una scelta affrettata che creò disagi anche per le famiglie. Niente passaggi graduali: questo è il vero limite dell'operazione. Oggi tutti invocano la revisione della legge. Fui contrario, e lo rimarcai nelle sedute consiliari e nelle riunioni all'ospedale, che si facesse, con la compromissione del futuro occupazionale (1250 dipendenti). Volterra aveva, nel 1960, più di 16mila abitanti, ora siamo a 11mila. L'altra stoccata all'immagine di Volterra nel 1980 con la sede della Comunità montana a Pomarance. Fummo pochi a dire no!
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