Il dolore
In 40 tornano a cercare Matteo
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Le ricerche in mare del giovane Matteo Maestri I sommozzatori volontari oggi scendono in acqua
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CASTELFRANCO. Sono almeno una quarantina i sommozzatori volontari che oggi torneranno nelle acque di Calafuria, il mare che ancora tiene prigioniero il corpo di Matteo Maestri. Guardia Costiera e Vigili del Fuoco hanno interrotto da giorni le ricerche. Prosegue, invece, l'impegno dei volontari, mobilitati da un appello lanciato in rete dagli amici. Quattro le squadre di sommozzatori che prendono parte alle ricerche: Rosignano, Livorno, Marina di Carrara e Pontedera, coordinate da Enrico Maestrelli, presidente dalla Lega nazionale subacquea della Uisp. «La scorsa domenica eravamo una trentina di sommozzatori - dice - adesso dovremmo essere almeno 40. Proveremo ad andare più a fondo. Proprio in quel punto, infatti, dove Matteo è stato avvistato per l'ultima volta, il fondale fa un salto dai 20 ai 40 metri. La maggior parte dei nostri sub continuerà a setacciare il fondale meno profondo, accessibile a tutti, mentre alcuni di noi scenderanno fino a 40 metri. In quel tratto ci sono alcune cavità dove il corpo potrebbe essere rimasto imprigionato». Dal punto della scomparsa le ricerche vengono poi estese, gradualmente, in direzione sud: «Quel giorno c'era vento di ponente - spiega Maestrelli - quindi il corpo non può essere andato verso Livorno». Quella di oggi sarà la seconda domenica di ricerche per i volontari, che hanno già fissato un terzo ed ultimo tentativo per domenica 17, con il supporto di altri sommozzatori in arrivo da Genova. «Perlustriamo il fondale palmo a palmo - precisa Maestrelli -: se non troviamo niente neanche la prossima volta significa che il corpo è stato trasportato a largo. A quel punto si potrà solo sperare che venga avvistato da un'imbarcazione o da un elicottero». G.P.
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