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«Con quelle parole mi ha offeso 3 volte»
Manicomio, lo sfogo del giornalista Pecorini alle parole di Buselli
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VOLTERRA. "Signor sindaco" inizia così lo sfogo tramite lettera aperta di Giorgio Pecorini, noto giornalista da anni residente a Volterra, alle affermazioni del primo cittadino, poi ridimensionate da lui stesso, in merito alla questione della chiusura del manicomio. Una lettera che segue la scia delle polemiche innescate dall'affermazioni di Buselli all'ultimo consiglio comunale "Volterra non farà la prima della classe come ha fatto, chiudendo il manicomio e perdendo 1.200 posti di lavoro". Affermazioni che a suo dire quantificavano la malattia mentale con i soli posti di lavoro. «Debbo dirle - inizia Pecorini - che così lei mi ha offeso e indignato tre volte, da cittadino, italiano di nascita e volterrano d'adozione; da amico personale di Franco Basaglia e di tanti suoi collaboratori, a cominciare dalla moglie Franca Ongaro; da cronista, testimone per oltre un quarto di secolo assieme a mia moglie, della loro dura sofferta battaglia culturale e civile per restituire cittadinanza e dignità ai matti veri e a tutti gli altri poveri cristi reclusi nei manicomi». Non va giù neanche il conteggio, infatti «il calcolo di 1.200 posti di lavoro persi come l'ha fatto? Mi risulta che il progressivo ridimensionamento dell'ospedale psichiatrico sia cominciato parecchi anni prima della chiusura, quando ai progressi della medicina s'era aggiunta la parallela maturazione di una nuova consapevolezza sociale spinta dalla lungimiranza di alcuni politici». Tornando all'attualità, e parlando proprio dell'Unione dei comuni conclude Pecorini, «lei ci viene a dire che Volterra starà a guardare, che cosa? Magari se arriva quel consenso populista caratterizzato dalla crescente grettezza dei sentimenti paventato dall'ex assessore Furlanis? Io, al suo posto, non mi contenterei di stare a guardare. (r.r.)
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