Gioco
Invaso di Puretta, il Comune rinuncia alla ghiaia «Regalo da 400mila euro»
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Loasi del masso delle fanciullo che sarà interessata dal progetto L'opposizione: interesse pubblico non tutelato Il materiale poteva essere usato per rifare le strade
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VOLTERRA. Un regalo da 400mila euro. Tanto valgono quei 70mila metri cubi di ghiaia a cui il Comune di Volterra avrebbe avuto diritto, nell'operazione invaso di Puretta. Materiale gratuito da utilizzare per la manutenzione straordinaria di strade comunali e consorziate. E' lo stesso Comune a fare pressioni alla Regione per ottenere questa contro-partita. Fino a fine anno: poi con il rimpasto di giunta tutto cambia. A raccontare l'evoluzione della vicenda è proprio Luigi Cocucci, ex amministratore di maggioranza alle strade (adesso nel gruppo di opposizione Progetto originario) a parlare di un cambio di rotta «incredibile. Come se una famiglia povera a cui venisse regalato un tacchino per il Natale lo rimandasse indietro perché da spennare», commenta. E va nei dettagli di quella che sarà una gigantesca operazione, che prevede la costruzione di un bacino di 720mila metri quadrati che permetterà di incrementare di un milione di metri cubi l'approvvigionamento di acqua attuale. Il maxi progetto, co-finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e caldeggiato dalla Provincia, ha avuto a fine luglio l'ok della Regione alla valutazione di impatto ambientale. «Facendo perno sulla legge regionale, fino a dicembre abbiamo cercato di far valere il diritto del Comune ad avere la ghiaia estratta dal sito per scavare il lago, e ci eravamo riusciti. Dopo la nostra uscita tutto è cambiato», continua. Le richieste formali dell'amministrazione, fino al 2010 sono agli atti. «L'ultima è datata aprile 2010». La decisione dell'attuale giunta di lasciare il materiale alle ditte private che si occuperanno dell'operazione emerge dall'assessore all'ambiente Roberto Costa. «Interrogato sulla questione - rincara Cocucci - anzichè mostrarsi sorpreso o indignato, ha avallato la scelta favorevole ai privati e contraria al Comune, perché a suo dire quei materiali andrebbero "trattati, raffinati e resi utilizzabili" prima dell'uso». E il Comune non ha soldi per farlo. «Resta tanto amaro in bocca a dover assistere a un'occasione irripetibile buttata al vento da questa amministrazione, sapendo quanto bisogno hanno le strade comunali e consorziate di interventi di manutenzione. Non stupisce che i privati coinvolti abbiano alzato uno spesso muro a tutela dei loro interessi».
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