Finanza
Il loggiato torna a splendere
Gianni Rosini
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Il loggiato appena restaurato Finito il restauro di San Domenico. Ma potrà ospitare la sagra?
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SAN MINIATO. Dopo un anno di restauri ieri il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, con l'assessore ai lavori pubblici Mariateresa Piampiani, il vicepresidente della Fondazione Crsm Gianfranco Rossi, e il responsabile dei lavori Paolo Bianchi, ha annunciato la conclusione degli interventi di ristrutturazione sui loggiati di San Domenico. I lavori sono costati 350mila euro, sborsati dal Comune e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. «Un'opera necessaria - spiega il sindaco - per ridare vita a uno dei luoghi più caratteristici di San Miniato, uno dei centri d'aggregazione e d'incontro più importanti, nel passato e nel presente». Gabbanini ha ringraziato anche la Fondazione Crsm che, con un contributo di 180mila euro, ha permesso la conclusione della terza e ultima parte dei lavori. Lavori che, però, non sono finiti. Mancano all'appello, infatti, il restauro completo dell'archivio storico, dell'area ex Usl e della base dell'edificio che guarda i vicoli carbonari. «Servirebbe, però, - spiega Bianchi - un ulteriore investimento che potremmo stimare in un milione e 300mila euro circa. Una cifra importante se si considera l'attuale situazione finanziaria dei Comuni italiani». La conclusione del terzo lotto dei lavori, intanto, permetterà il ritorno dell'intero archivio storico, una parte del quale è a San Miniato Basso, e del Museo archeologico. «Inoltre - conclude Piampiani - abbiamo recuperato anche una grande sala al piano terra (ex frantoio, ndc) che destineremo alle associazioni così che possano avere un punto di ritrovo». A margine della conferenza, il sindaco ha spiegato anche la posizione dell'amministrazione riguardo alla recente polemica sulla sicurezza dei loggiati. Chiuso il cantiere, infatti, è risultato che non ci sono i requisiti necessari a ospitare il mercatino che da anni trova spazio sotto il loggiato, perché i parapetti sono troppo bassi, e questo ha creato malumori tra gli ambulanti. «È un problema al quale troveremo una soluzione. Non possiamo semplicemente pensare di mettere dei parapetti qualsiasi, visto che su edifici di tale importanza storica interviene anche la sovrintendenza». Cosa succederà, però, per gli altri eventi che trovano spazio nel loggiato, primo fra tutti la celebre Sagra del tartufo? Dovranno spostarsi anche i venditori del pregiato tubero? Forse il Comune pensa già a un'eccezione. «Per eventi particolari, come la Sagra del tartufo, avevamo pensato a protezioni temporanee e rimovibili. Per eventi che si svolgono tutto l'anno come il mercatino dell'antiquariato non è escluso che sia necessario trovare un'altra collocazione».
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