Il Tirreno

Pontedera

Esposti oggetti e documenti che ricostruiscono la vita all’interno della struttura gestita da un’associazione

L'ex manicomio e il museo fantasma

Francesca Suggi   e Alice Fusaro
<b>IL MUSEO. </b>Alcuni oggetti in mostra che appartenevano agli ex internati
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IL MUSEO. Alcuni oggetti in mostra che appartenevano agli ex internati

Esiste da 20 anni ma apre a singhiozzo per mancanza di fondi e personale

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 VOLTERRA. Il museo c'è. Da più di 20 anni. Ma la mancanza di fondi e di personale minano l'accesso ad uno dei patrimoni sociali e storici più esclusivi del Colle, quello legato all'ex manicomio che intorno agli anni'40 era una delle strutture più importanti d'Italia. «Riusciamo ad aprire una o due volte al mese su richiesta», spiega Andrea Trafeli, al timone dell'associazione che sta gestendo la struttura.  Si chiama Inclusione, graffio e parola il gruppo. Sono circa 150 i soci che da meno di un anno si impegnano per salvaguardare tutto ciò che riguarda il passato e la memoria dell'ex casa pediatrica. «Per il momento le nostre forze si stanno concentrando soprattutto per la salvaguardia del graffito di Nannetti, ma speriamo in futuro di riuscire ad organizzare aperture continuative del museo che si trova all'interno del presidio ospedaliero, in via San Lazzaro 5». Non tutti i volterrani sanno dell'esistenza di quelle stanze che raccolgono un'enorme quantità di documenti, lettere, rapporti psichiatrici, oggetti, da quelli di uso quotidiano (posate, panciotti, scarpe) a macchinari di vario tipo. «Lo scopo del museo, la cui entrata è gratuita, è quello di ricostruire la vita all'interno della struttura. Comunque per chi volesse visitarlo è possibile chiamare il numero 345 5979151», continua Trafeli.  La riflessione corre e si posa, ancora una volta, sullo stato di degrado in cui versa il graffito di Oreste Nannetti, un'incisione di 180 metri sui muri esterni del padiglione Ferri dove l'ex internato incise con la cintura del suo panciotto poesie, disegni e ragionamenti "scientifici".  Queste incisioni, che da tempo si stanno sgretolando e stanno andando perdute, sono state da poco riconosciute come una delle opere di maggior importanza dell' Art Brut. «Inoltre - continuano dall'associazione - grazie a una mostra su Nannetti, tenutasi a maggio a Losanna le foto del graffito stanno facendo il giro del mondo, riscuotendo un successo sempre maggiore, mentre Volterra ignora il tutto».  Trafeli scocca una piccola freccia contro la Asl: «L'azienda aveva dichiarato che sarebbe intervenuta in una riqualificazione del museo, ma per ora ancora non si parla di cifre, né di tempi».  Il tema è tanto attuale che il prossimo 17 settembre alle 15.30, verrà inaugurata, all'ostello di San Girolamo, una mostra fotografica organizzata da Esplorazioniurbane, dedicata per l'appunto all'ex manicomio. Saranno presenti Andrea Trafeli, Ruggeri (docente di sociologia all'università di Pisa), Daniele Proietti dell'associazione "Idea Democratica" e Angelo Lippi, ex responsabile dei servizi sociali Alta Valdicecina. Domenica 18, il museo del manicomio sarà aperto tutto il pomeriggio.

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