Sicurezza
Il mercatino sloggia da San Domenico
Dopo il restauro dei chiostri mancano i requisiti di sicurezza
2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Un mercatino in via d'estinzione. Pochi, pochissimi banchi rimasti, diminuiti drasticamente insieme ai clienti. È una realtà che rischia di sparire quella del mercato dell'antiquariato di San Miniato: appuntamento tradizionale del centro storico, che si rinnova ogni prima domenica del mese. Dopo lo stop estivo il mercatino è tornato la scorsa domenica. Bastavano però due passi tra i banchi per cogliere la rabbia e l'amarezza degli ambulanti, o almeno di quelli che torano a farsi vedere. Sotto accusa i recenti lavori di restauro al complesso di San Domenico, che hanno costretto le bancarelle ad abbandonare la tradizionale ubicazione sotto i chiostri e a trasferirsi in piazza del Popolo. Trasferimento momentaneo, credevano i commercianti. I lavori, del resto, hanno messo fine a lunghi anni di degrado e di squallore per i vecchi loggiati. A distanza di mesi dalla fine del restauro, però, gli antichi chiostri, ormai tirati a lucido, sono stati giudicati inidonei ad accogliere mercati e altre manifestazioni. Motivo: l'altezza troppo bassa della spalletta tra il loggiato e il cortile sottostante, insufficiente per i requisiti di sicurezza. «Un pretesto» secondo gli ambulanti, che in massa hanno deciso di abbandonare il mercatino: quindici le bancarelle che non si fanno più vedere e che non hanno intenzione di tornare finché non potranno farlo sotto i loggiati. Solo otto, domenica scorsa, gli ambulanti presenti, scesi a quattro dopo poche ore. Il tutto, fra le proteste per la presenza delle auto in piazza e la mancata pubblicizzazione dell'evento, con «la sgradevole sensazione - dicono - che si stia facendo di tutto per far morire il mercatino». G.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google