Il Tirreno

Pontedera

I prof ci sono, mancano i banchi

Paola Silvi
I prof ci sono, mancano i banchi

Le scuole che hanno aumentato le aule sono ancora sfornite di arredi

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 PONTEDERA. Con la spada di Damocle delle agitazioni, il nuovo anno scolastico parte all'insegna delle ristrutturazioni e alla ricerca di spazi disponibili. Se sul fronte degli insegnanti e del personale Ata, gli istituti superiori pontederesi hanno chiuso con successo gli organici, mancano all'appello gli arredi. Si aspettano fiduciosi abbondanti consegne di banchi, sedie e cattedre. A pochi giorni dal suono della prima campanella, ecco lo scenario che si apre ai prof, agli alunni e ai genitori, fotografato dagli stessi dirigenti scolastici che hanno raccontato le piccole o grandi emergenze.  L'Iti Marconi inaugura l'imminente stagione sui libri con 4 immissioni in ruolo di docenti, l'inserimento di un custode e diverse aule prese in prestito dal confinante liceo scientifico per accogliere il nuovo indirizzo di scienze applicate. «La Provincia in questi giorni sta portando i banchi - aggiunge il preside Pierluigi Robino - e stiamo definendo le ultime supplenze da chiamare». Tutto sembra sotto controllo, ma il dirigente scolastico frena gli entusiasmi. Nonostante l'esuberante avvio che fa rima con un felice incremento di studenti, resta da risolvere qualche criticità. Non a caso economica. «Il Ministero non ha inviato le risorse destinate per i corsi di recupero. Si tratta di circa 10mila euro. Non è una grande somma ma ci permette di affrontare la progettazione per i mesi che verranno. Perché giugno sembra lontano ed invece questi 12 mesi passeranno in un lampo».  In attesa di arredi anche l'Itcg Fermi che, mentre aspetta i mezzi della Provincia, carichi di tavoli, e spera in una riqualificazione dei laboratori di chimica e lingue, risolve il problema con il fai-da-te. «Quest'anno - spiega la preside Cristina Cosci - abbiamo aggiunto 4 sezioni. L'edificio fa quel che può per ospitare tutti i ragazzi ma presto saremo al completo. Nel frattempo accogliamo il materiale che la Provincia ci mette a disposizione con gratitudine e imbianchiamo contando sulle nostre forze». Poco importa se le sedie o i banchetti che dovranno ospitare gli alunni sono di seconda mano. Riciclati, insomma. I presidi nostrani non si fanno illusioni. Sono consapevoli che alle difficoltà della mai accolta riforma Gelmini quest'anno si aggiungono le ricadute delle due manovre economiche varate nel giro di appena due mesi. Per una miscela che rischia di diventare esplosiva, dove la parola d'ordine è accontentarsi. «La Provincia ci ha sostento nella risistemazione dell'aula magna e nel cambio delle serrature. Abbiamo inserito un internet point ma per il resto cerchiamo di rimboccarci le maniche», sentenzia Cosci. Dello stesso parere Luciana Rocchi, alla guida del liceo classico e scientifico XXV Aprile. L'istituto ha regalato 5 aule all'Iti ma ne sta ristrutturando altre situate nell'ala azzurra. «Abbiamo dovuto - entra nel merito Rocchi - far risistemare l'impianto di riscaldamento ma i lavori sono quasi ultimati. Tranne una porta che ancora manca. Non mi preoccupo però. Sono sicura che, come da calendario, sarà qui a breve». Soffre invece di mancanze più dolorose l'Ipsia Pacinotti. A cominciare dai corsi serali negati (sono rimaste solo 2 quinte), per finire con la nuova struttura al villaggio scolastico. «Ogni anno lo diciamo - commentano dal Pacinotti - ma ci hanno assicurato che il 2012 dovrebbe essere quello giusto per trasferirci definitivamente». Rammarico anche per il corso dei servizi socio-sanitari rimasto al palo per assenza di iscritti sufficienti. «Peccato - continuano dalla scuola - sarebbe stata una bella occasione per la città. Per frequentare un indirizzo simile bisogna andare a Pisa». Cercano infine lettori madrelingua al liceo Montale. «Le graduatorie sono esaurite - spiega Renella Bandinelli - e noi dobbiamo ancora assegnare 10 ore di conversazione in spagnolo e 8 in tedesco». E sul piano pratico, le ristrutturazioni si sono concentrate sui bagni a disposizione per disabili.

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