Il Tirreno

Pontedera

Altre tre aziende del settore della meccanica si cautelano con gli ammortizzatori sociali

L'onda lunga dell'affare-Tecnocontrol

Andreas Quirici
L'onda lunga dell'affare-Tecnocontrol

Primi effetti dello stop produttivo: fioccano le richieste di cassa integrazione

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PONTEDERA. Cassa integrazione cautelativa per i problemi accusati da Piaggio con la vicenda del fallimento di Tecnocontrol. L' hanno chiesta alcune aziende dell'indotto. Una situazione che, come sospettavano i sindacati e le istituzioni, ha rischiato di mettere in difficoltà imprese dell'orbita Piaggio che già non se la passano granché bene, viste le condizioni del mercato delle due ruote. «La speranza, però, è quella di ottenere un po' più di stabilità dopo l'epilogo della vicenda», è il commento degli imprenditori coinvolti. Ristori, Cam e Bib sono le tre aziende che hanno cercato negli ammortizzatori sociali una ciambella di salvataggio per il mare in tempesta che proveniva da viale Rinaldo Piaggio.

«Abbiamo fatto la richiesta per stare tranquilli - spiegano alla Bib di via Maremmana a Pontedera - ma probabilmente non ne usufruiremo molto, visto che in queste ore Piaggio sta delineando i rientri in anticipo. Certo è che non ci voleva proprio questa situazione. Fermate le forniture di Tecnocontrol, siamo stati costretti a anticipare la cassa integrazione che normalmente viene richiesta a fine anno. In un periodo difficile come questo lo avremmo evitato volentieri». La vicenda societaria del gruppo Caponi come motivo scatenante di questo ricorso agli ammortizzatori sociali, ma non solo. «C'è anche un discreto calo produttivo tra le cause del ricorso alla cassa integrazione - affermano dalle Officine Ristori di Montecalvoli - perché è innegabile che la stagionalità ormai fa parte della nostra attività e che il periodo attuale non sia eccezionale. Sapevamo da tempo dei problemi di Tecnocontrol e alla fine si è verificato ciò che tutti preventivavano. Ora speriamo che le cose possano andare meglio». Dalla Cam di Pontedera arriva invece un segnale di piena fiducia nel futuro della produzione Piaggio e di tutto l'indotto: «Crediamo sia stata presa la soluzione migliore.

Anche noi vantavamo un credito nei confronti di Tecnocontrol e siamo arrivati anche a bloccare la forniture per quell'azienda. Adesso che Piaggio si è impegnata in prima persona tutto dovrebbe risolversi. Peccato, però, per questo stop, perché le previsioni che avevamo prima delle ferie erano di un settembre molto buono a fronte di un calo del lavoro per il periodo compreso fra la metà di ottobre e gennaio. Speriamo che slitti tutto di un mese e che si possa lavorare con più tranquillità rispetto agli ultimi tempi».

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