Accusò le colleghe maestre di maltrattare i bimbi Ora rischia il licenziamento
L'insegnante era stata trasferita e fece ricorso ma il giudice del lavoro l'ha respinto: è un atto legittimo
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NAVACCHIO. Ricorso respinto e condanna dell'insegnante trasferita da un asilo di Navacchio gestito dalla Paim dopo che aveva accusato le colleghe di maltrattare i bambini. L'insegnante è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e con molta probabilità ora la cooperativa iniziarà l'iter per il licenziamento. A dare la notizia è la stessa cooperativa Paim. «Si è conclusa positivamente per la cooperativa sociale Paim l'azione giudiziaria promossa dalla maestra davanti al giudice del lavoro di Pisa dottoressa Elisabetta Tarquini». Una storia complessa che aveva creato un certo allarme tra i genitori dei bambini che frequentano l'asilo situato lungo la Tosco Romagnola. La maestra, trasferita dalla Paim in un altro asilo dopo che aveva avuto problemi con le colleghe, aveva presentato un ricorso sperando di ottenere l'annullamento del trasferimento dalla Rete dei colori di Navacchio ad altra struttura gestita dalla Cooperativa di Cascina. Ricorso che non è stato accolto. «La Paim ha agito nel pieno rispetto della legge sia dal punto di vista formale che sostanziale: nessun trasferimento punitivo, demansionamento o mobbing è stato compiuto nei suoi confronti - afferma soddisfatto il presidente della coop Giancarlo Freggia - E dispiace che in questi mesi, proprio a causa delle dichiarazioni di Roberta Pietroluongo alla stampa, si sia avvalorata la tesi che la nostra cooperativa avesse disposto il suo trasferimento a seguito della denuncia della stessa di presunti comportamenti "non consoni" di una maestra». Il giudice ha considerato legittimo il trasferimento. «La mansione assegnata corrispondeva alla sua effettiva qualifica, mentre quando lavorava all'asilo, dove era stata mandata su sua specifica richiesta, benché in assegnazione transitoria, aveva una mansione riferibile ad una qualifica professionale inferiore», spiega ancora la Paim. La stessa maestra aveva riferito nel suo ricorso di non aver rilevato «fatti specifici che possono dar luogo a precise denunce» e proprio per questo il giudice ha condiviso il comportamento della Paim che ha dovuto mettere fine al «contrasto tra educatrici». Il giudice del lavoro scrive che «né in atti vi è allo stato un qualsiasi elemento dal quale ritenere che precise condotte illecite, o comunque disciplinarmente rilevanti dell'una o dell'altra educatrice, risultassero a Paim al momento del trasferimento». Il giudice ha ritenuto necessario il trasferimento ravvisando «un'incompatibilità ambientale». «Come richiesto dal Comune di Cascina, senza attendere giudizi di responsabilità, abbiamo disposto un legittimo trasferimento», aggiunge Freggia. «In questa momento, dove si ristabilisce verità e giustizia - conclude il presidente della Paim - desidero ringraziare tutto il corpo sociale della cooperativa, i genitori dell'asilo e il Comune di Cascina per aver continuato ad avere fiducia in noi nonostante la vicenda avesse generato un clima di tensione». S. C.
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