Il Tirreno

Pontedera

Jo, fratello dal sorriso dolce

Francesca Ferri
Jo, fratello dal sorriso dolce

Adorava il calcio e domani sarebbe tornato in campo

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 PONTEDERA. Una ventina, fra fratelli e sorelle, abbandonati sugli scalini del bar, gli occhi a guardare oltre la strada a cercare il loro fratello. Su Facebook li aveva indicati così, Jocelyn Toninelli, i suoi amici: fratelli e sorelle. E ieri loro, orfani di "Jo", si sono raccolti al Batrucco di Montecalvoli, il bar dove appena la sera prima era passato a salutarli dopo gli allenamenti di calcio.  La rabbia congela in gola le parole. In pochi hanno voglia di raccontare. Ma dietro il muro di sofferenza, che hanno alzato su quei gradini, si intravede la luce che irradia il ricordo di un ragazzo di 17 anni che era il carburante di gioia di tutti loro. «Aveva il sorriso stampato in faccia», racconta Mattia, parlando a nome di tutti. «Metteva buon umore solo a guardarlo. Anche se avevi una giornata storta, ti risollevava».  Le stesse parole che arrivano dal campo dell'Atletico Montecalvoli, dove Jocelyn giocava da due anni come attaccante. «Sorrideva sempre, era la mascotte di tutti», ricorda Carlo Zevola, presidente della società.  Il calcio era la passione di questo ragazzo dallo sguardo dolce, sia sul campo che sugli spalti. Dopo aver militato nel Santa Croce, ora giocava nel paese natale con il cuore impregnato di Milan. «E poi le partite di biliardino...», torna a ricordare Mattia al Bartrucco, riuscendo a strappare un sorriso mesto a chi ascolta lì intorno. «Di cose belle ne abbiamo fatte tante insieme, andavamo a ballare, al mare. Ho così tanti bei ricordi».  E poi c'era la scuola. Jocelyn frequentava la terza A dell'Istituto tecnico industriale Marconi di Pontedera, indirizzo elettronica. Quest'anno aveva chiuso con due materie da recuperare, italiano e matematica.  In attesa di rimettersi sui libri, si era concesso un'estate di relax con gli amici ed era da poco tornato da una vacanza in Abruzzo, dove aveva legato anche con una ragazza.  Quindi il ritorno a casa, dai genitori Mauro e Marta, impiegati rispettivamente in una conceria di Santa Croce e in una ditta di scarpe, e dal fratello maggiore Luca, 24 anni, disegnatore e fumettista. E sui libri. Sabato scorso Jocelyn aveva passato l'esame di italiano, annunciato in pompa magna su Facebook. Ieri toccava all'orale di matematica. «Ieri sera (lunedì per chi legge, ndr) agli allenamenti - racconta Zevola - ho scherzato con lui sugli esami e mi ha risposto: "Stai tranquillo, non ci sono problemi"».  E così ieri mattina è partito con lo scooter alla volta del Marconi, per sostenere la prova orale, insieme ad altri 27 studenti. «Non lo hanno visto arrivare - racconta una parente all'obitorio - al suo posto hanno sentito le sirene dell'ambulanza».  L'amichevole che doveva tenersi domani contro il Pinocchio di San Miniato Basso è stata annullata. Oggi sarà invece allestita la camera ardente alla Misericordia di Montecalvoli e domani alle 17 ci saranno i funerali nella chiesa dei santi Iacopo e Giorgio.  Ai nonni, ai quali Jocelyn era attaccatissimo, per il momento è stato risparmiato lo strazio di sapere che non vedranno più il loro tesoro. «Se solo la scuola avesse avvertito che c'era lo sciopero...», è la domanda che affiora negli occhi di tutti. Anche degli amici, che d'un tratto accendono i motorini e lasciano quel bar dove Jocelyn non arriverà più. Sono diretti all'obitorio, dove per l'ultima volta vedranno il loro amico. Il loro fratello.

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