Il Tirreno

Pontedera

Andava a scuola per l'esame di riparazione

Andava a scuola per l'esame di riparazione

Lo studente di 17 anni con lo scooter ha preso una strada vietata ai veicoli per far prima

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 PONTEDERA. Andava a scuola, all'Itis di Pontedera, per sostenere l'esame di riparazione di matematica. Jocelyn Toninelli, 17 anni, di Montecalvoli, non era stato informato che ieri mattina a causa dello sciopero le prove orali non ci sarebbero state. Correva su una strada con divieto di traffico alla guida dello scooter del padre, uno Zip Piaggio, compagno di chissà quanti chilometri. Ma al villaggio scolastico lo studente non è mai arrivato: al vecchio ponte alla Navetta è entrato, arrivando dalla provinciale Francesca, lungo il vecchio tratto della provinciale Sarzanese Valdera diventato pista ciclabile da quando il ponte è stato chiuso alle auto, dopo che è stata realizzata la nuova viabilità che collega Pontedera con Calcinaia. Un tratto di pochi metri, stretto e con le banchine che per alcuni alcuni tratti sono occupate dalle erbacce. In questa striscia di strada c'è il divieto di traffico, dovrebbero attraversarla solo bici e pedoni. Invece tante persone la utilizzano, in moto e in scooter, come scorciatoia ignorando la segnaletica stradale. Così ha fatto anche Jocelyn, ieri mattina, andando incontro alla morte. Il ragazzo si è schianato con lo scooter - ieri alle 7.35 - contro il rimorchio di un tir parcheggiato lungo la strada, fuori da un'area di cantiere. Il mezzo è stato lasciatò lì da un operaio di una ditta edile di Palaia che ha trasportato un escavatore per effettuare lavori commissionati da Acque spa nella zona del Ponte alla Navetta, vicino al parco dei Salici.  Non ci sono testimoni della tragedia. Il ragazzo dopo lo schianto è stato sbalzato di alcuni metri indietro. È caduto sull'asfalto dove è rimasto senza conoscenza. Il primo a rendersi conto della tragedia è stato il conducente di un autobus della Cpt che era di passaggio lungo il nuovo tracciato della Sarzanese. L'autista ha chiamato il 118 di Pisa e sul posto sono stati inviati alcuni mezzi di soccorso. Lo studente non dava segnali di vita, la situazione era disperata.  Il casco è stato trovato ad alcuni metri di distanza dal punto del tremendo impatto. Il diciassettenne (era nato il 15 maggio 1994) è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Lotti di Pontedera dove è arrivato in condizioni critiche, tanto da far temere per la sua vita. I medici lo hanno rianimato a lungo prima di arrendersi alla drammatica realtà. Un'altra vita spezzata da un incidente stradale su una via da sempre pericolosa e che ora, che almeno in questi pochi metri è diventata una pista ciclabile, si sperava non dovesse essere mai più teatro di tragedie. Quella costata la vita a Jocelyn lascia aperti tanti interrogativi, oltre al dolore e alla rabbia.  Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta dalla Procuura della Repubblica di Pisa. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni, non ha richiesto il sequestro dei mezzi, nè disposto l'autopsia sulla salma che è stata consegnata alla famiglia per il funerale. La dinamica dell'incidente - dei rilievi si è occupata la polizia municipale di Pontedera - è abbastanza chiara. Anche se è difficile stabilire per quale motivo lo studente abbia perso il controllo dello scooter. Potrebbe essergli stata fatale una distrazione. Potrebbe anche avere avuto un malore o avere sbandato per la velocità.  I primi a rendersi conto della disgrazia sono stati gli amici e compagni di scuola. «Doveva fare l'esame di matematica insieme a me - racconta Francesco - siamo partiti insieme da casa. L'ho visto mettersi il caso, poi ci siamo salutati». Ma a scuola Jocelyn non è mai arrivato. «Abbiamo sentito passare l'ambulanza - continua Francesco - sono tornato indietro e ho visto il mio amico ferito. Non volevo crederci. È difficile accettare tutto questo», ripete il diciottenne che ieri pomeriggio è tornato sul luogo dell'incidente, con altri ragazzi, per rendersi conto di cosa poteva essere successo.  Impossibile non chiedersi se quel rimorchio poteva essere lasciato in sosta lungo la strada. Entrambi i mezzi sono su una strada su cui non potevano circolare. La polizia municipale ha spiegato di non avere elevato alcuna contravvenzione al proprietario del rimorchio lasciato in sosta e non ha spiegato se il parcheggio era stato autorizzato dal Comune insieme all'apertura del cantiere. Tutti gli atti saranno inviati alla Procura di Pisa che deciderà come proseguire nell'accertamento della dinamica e di eventuali responsabilità. Sabrina Chiellini ALTRO SERVIZIO A PAGINA 9

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