Il Tirreno

Pontedera

L’INTERVENTO

Riflettiamo sulle cifre del risparmio ipotizzato dal comitato civico

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 Apprendiamo dai giornali che si è formato un comitato civico che critica le modalità del nuovo servizio di raccolta di rifiuti porta a porta che dovrebbe entrare in funzione a Santa Croce. Secondo quanto ci risulta il comitato non critica l'applicazione del servizio di porta a porta, ma le sue modalità. I toni tra il comitato, politici locali ed istituzioni si sono alzati notevolmente fino alla richiesta di dimissioni del vicesindaco. Non entriamo nel merito della questione della richiesta di dimissioni, ma vorremo osservare alcuni aspetti della questione. Con il servizio porta a porta il Comune di Santa Croce vuiole aumentare la raccolta differenziata, ottenere un maggior rispetto dell'ambiente ed educare i cittadini al rispetto del territorio.  Sono tutti fini che condividiamo appieno, ma invitiamo le parti politiche e più in particolare le istituzioni ad analizzare bene il servizio proposto da Geofor. Infatti, il comitato solleva sul servizio delle critiche interessanti. Basti solamente pensare alla questione del numero di mezzi che propone di impiegare Geofor. Fa riflettere il fatto che Geofor proponga di usare 15 mezzi per un territorio come quello santacrocese di soli 15mila abitanti, mentre nel Valdarno fiorentino se ne usano 25 per una popolazione di 90.000. Oltretutto, si evidenzia come il territorio santacrocese sia urbanisticamente "molto compatto", difatti la maggior parte della popolazione si concentra nel centro storico, nelle sue immediate vicinanze o nella frazione di Staffoli.  Non solo, si invita a riflettere sulla proposta stessa sollevata dal comitato di far acquistare direttamente gli automezzi dal Comune, portando ad un eventuale e notevole risparmio di tutta l'operazione. Ci permettiamo di invitare le istituzioni a riflettere approfonditamente sui problemi sollevati dal comitato, indipendentemente da qualsiasi bagarre politica, perché in un periodo come questo in cui la casa non è più un diritto ma una è emergenza, impegni di spesa come quelli per il "porta a porta" vanno vagliati bene in ogni singolo aspetto. Il comitato civico sostiene che dalle proprie proposte si potrebbe risparmiare fino a 400.000 euro circa annui. Ma se i conteggi del comitato fossero fondati anche solo a metà e si potesse risparmiare anche solo 100.000-200.000 euro annui? Sarebbero sempre un notevole risparmio ed una cifra notevolmente più grande degli stessi fondi dedicati all'emergenza abitativa o al contributo agli affitti.  I conteggi sostenuti dal comitato, se fondati, ci inducono a riflettere anche su Geofor. Infatti, ricordiamo come l'unico motivo per l'esistenza di Geofor sia che un certo numero di Comuni si è associato per gestire alcuni servizi insieme e, di conseguenza, risparmiare. Non vorremmo che in questo caso, se pur involontariamente, Geofor sfrutti la propria posizione di monopolio per imporre un servizio a costi maggiori di quelli di mercato. Se così fosse ci si chiede, sapendo che la domanda che poniamo è provocatoria, che senso avrebbe, dal punto di vista economico, l'esistenza di Geofor se questa ultima non riesce a dare un servizio a costi più contenuti di quelli riscontrabili sul mercato. Luca Scarselli sezione Valdarno Inferiore Unione Inquilini Pisa

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