Il Tirreno

Pontedera

«Non sono in grado di pagare i salari»

Andreas Quirici
Alcuni momenti dell’incontro che gli ex dipendenti di Industrie Toscane hanno chiesto all’imprenditore Riccardo Caponi: a sinistra insieme al padre Carlo titolare di Industrie Toscane, qui con gli operai che hanno voluto confrontarsi con lui prima di prendere una decisione sul loro futuro
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Alcuni momenti dell’incontro che gli ex dipendenti di Industrie Toscane hanno chiesto all’imprenditore Riccardo Caponi: a sinistra insieme al padre Carlo titolare di Industrie Toscane, qui con gli operai che hanno voluto confrontarsi con lui prima di prendere una decisione sul loro futuro

Riccardo Caponi incontra i suoi dipendenti dopo aver subito il fallimento

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 PONTEDERA. «Qualcosa abbiamo sbagliato, questo è certo, ma i tempi con cui il tribunale ha deciso il fallimento di Tecnocontrol nel mese di agosto sono anomali. Ci hanno fatto fallire per 318mila euro, nonostante i nostri 5 milioni di fatturato. Una vicenda assurda». Così Riccardo Caponi, proprietario di Tecnocontrol che ieri ha incontrato i lavoratori di Industrie Toscane.  Che ha detto agli operai?  «Sono stato chiamato per dare un consiglio. Ho detto loro che se fossero stati uniti avrebbero ottenuto di più di un contratto di quattro mesi che non dà certezze».  Non la convince l'operazione del curatore?  «Non so, però, spero che vada tutto bene per i ragazzi. Ma non credo che le commesse relative all'auto vengano mantenute dalla curatela. E spero per loro che Piaggio riesca a garantire un futuro ai lavoratori».  Perché lei non c'è riuscito?  «Il discorso sarebbe lungo. Con Piaggio abbiamo sempre avuto ottimi rapporti. Poi abbiamo fatto una richiesta sulla fornitura e la situazione si è fatta difficile. L'ingiunzione di pagamento su un credito acquisito dalla Cassa di Risparmio di Volterra ha fatto precipitare la situazione. Ma noi avevamo commesse con Fiat, General Motors e, indirettamente per Volkwagen. Come gruppo 60 milioni di fatturato, di cui 15 da Piaggio. Non eravamo proprio una ditta qualunque».  È vero che ha venduto tutto?  «No, solo Almec. Industrie Toscane continua a essere di mio padre Carlo e le quote di Tecnocontrol restano a me, ma non è detto che non venderemo prossimamente».  Perché avete chiesto la cassa integrazione per Industrie Toscane?  «Volevamo tutelare i lavoratori. Avevamo chiesto quella ordinaria, ma non abbiamo trovato nei sindacati un supporto per trovare una soluzione. Anzi...».  Non le è piaciuto il loro comportamento?  «Diciamo che si sono schierati in fretta per l'accordo con Piaggio, così come il sindaco Simone Millozzi che non mi ha neanche ricevuto nonostante avessi chiesto un appuntamento. In tutto questo chi ci rimette sono i lavoratori».  Già, proprio quelli che devono riscuotere lo stipendio non pagato...  «Il flusso finanziario per Industrie Toscane era legato alla commessa in mano a Tecnocontrol di Piaggio. Interrotta la fornitura siamo rimasti senza soldi per gli stipendi. Ma stiamo studiando un modo per risolvere la situazione».  Che farà adesso?  «Intanto vedremo a livello giudiziario quel che accadrà. Dobbiamo accertare anche se Piaggio poteva acquisire il credito che ci ha fatto fallire. Io, nel frattempo, mi depurerò di tutti questi veleni. Poi dovrò decidere cosa fare da grande, anche se gli attestati di stima ricevuti in questi giorni e alcune proposte che mi sono arrivate mi danno sollievo. Vuol dire che qualcosa di buono ho fatto».

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