Il Tirreno

Pontedera

Matteo, non ti lasciamo solo

Giacomo Pelfer
Matteo, non ti lasciamo solo

La Capitaneria interrompe le ricerche, ma i volontari vanno avanti

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CASTELFRANCO. E' già passata più di una settimana dalla scomparsa di Matteo Maestri. Otto giorni di ricerche, ancora senza esito, in superficie e sul fondale. La Guardia Costiera di Livorno ha deciso ieri di interrompere le operazioni, in attesa che sia il mare, finalmente, a restituire il corpo del ragazzo, originario di Castelfranco. Dovrebbero proseguire, invece, le ricerche dei sommozzatori dei vigili del fuoco, anche se le previsioni meteo, almeno per la giornata di oggi, non promettono niente di buono. Difficoltà che accrescono il dolore, lo strazio dell'attesa, nella speranza che il corpo di Matteo possa almeno essere restituito alla famiglia al più presto. Una speranza che ha messo in moto la macchina della solidarietà, partita sopratutto per iniziativa dei ragazzi dell'Arci, intenzionati ad impegnarsi con tutti i mezzi per ritrovare l'amico, scomparso ormai dallo scorso sabato. Da qui il tam-tam informatico: messaggi ed email spediti in rete alla ricerca di sommozzatori volontari disposti a dare un mano, a mettere a disposizione qualche ora per setacciare il fondale e gli scogli di fronte a Calafuria.  A raccogliere l'invito è stato l'assessore allo sport di Pontedera, Matteo Franconi, vice presidente regionale Uisp. «Mi sono confrontato con l'Arci - racconta - e abbiamo deciso di contattare la lega nazionale sub della Uisp, chiedendo la disponibilità di alcuni gruppi di zona». Enrico Maestrelli, presidente nazionale dei sub Uisp ha messo a disposizione tre scuole subacquee toscane: Pontedera, Rosignano e Marina di Carrara.  «Tutti volontari - spiega - che praticano immersioni per sport, ma che all'occorrenza hanno l'addestramento necessario per eseguire anche operazioni di questo tipo. Ho già parlato con i ragazzi del gruppo "Il Salvagente" di Rosignano, che dovrebbero essere sul posto già da oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr). Sono loro che conoscono meglio degli altri quel tratto di costa: sostengono che il corpo di Matteo potrebbe essere rimasto intrappolato in una delle numerose cavità che segnano la scogliera. Proveranno a setacciare di nuovo quegli anfratti, anche se a questo punto, dopo una settimana di ricerche, è plausibile pensare che il corpo sia stata trasportato più lontano. In quella zona, infatti, le correnti spingono tutte in direzione dell'Elba. La speranza, in quel caso, è che possa essere avvistato quanto prima da un'imbarcazione di passaggio».  Ai sommozzatori di Rosignano si affiancheranno da stamani quelli del gruppo subacqueo di Pontedera, guidati dal presidente Roberto Galli. «Sicuramente andiamo sul posto - spiega - e a quel punto vediamo se siamo in grado di immergerci. Se le condizioni meteo lo permettono scandaglieremo il fondale fino a un massimo di 20 metri di profondità. Siamo 8 in tutto: porto con me solo quelli che ho reputato essere i più adatti, sia a livello di preparazione sia a livello psicologico». La decisione di partecipare alle ricerche, per il gruppo di Pontedera, è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri dopo un colloquio con il comandante dei sommozzatori dei vigili del fuoco. «Ci hanno spiegato - racconta Galli - che loro non possono organizzare un gruppo di ricerca tra privati, e chiaramente non sono grado di assumersene la responsabilità. Allo stesso tempo, però, non possono neanche negare al cittadino la buona volontà. Quindi noi ci siamo, anche se ovviamente saremo tenuti a comunicare sempre le nostre operazioni. Vedremo che situazione ci troveremo davanti: è possibile che sul posto ci siano già altri gruppi subacquei. In ogni caso cercheremo in tutti i modi di non intralciare le ricerche condotte dai sommozzatori dei vigili del fuoco».

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