La manifestazione
Dopo il sequestro la restituzione delle biciclette
I carabinieri invitano chi ha subìto un furto a visionare i modelli portati in caserma
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Continua la restituzione delle biciclette sequestrate dai carabinieri nel quartiere Oltrera nel garage di una casa popolare assegnata a un marocchino indagato per ricettazione. Ancora non si sono presentati per il riconoscimento i proprietari di alcune biciclette rinvenute a seguito dei numerosi furti commessi in Valdera. La maggior parte si ritiene sia avvenuta in città ma probabilmente i furti sono stati compiuti anche nei centri vicini. I carabinieri di Pontedera, nei giorni successivi a Ferragosto, hanno infatti recuperato cinquanta biciclette, di cui alcune già smontate (i pezzi erano pure stati numerati per facilitare il successivo assemblaggio) e pronte per essere spedite all'estero. Una decina di biciclette sono state già riconosciute - dopo la pubblicazione della notizia del seguestro di numerose due ruote - e riconsegnate ai proprietari. Ma ce ne sono altre da restutuire. Delle più costose i carabinieri hanno diffuso un elenco sperando che possa aiutare a rintracciare i proprietari. Sono quindi ancora in caserma (in via Lotti) una mountain bike marca Olimpia modello Hitech 7500 bianco/rosso cambio Shimano Alivio; una mbk marca Atala Bi ammortizzata modello Cobra colore grigio metalizzato; City bike da donna marca Olimpia grigio con porta pacchi, modello Mrt Maraton cambio Shimano acera; city bike da donna colore grigio antracite marca Wegabike modello trekking; mbk bi ammortizzata da ragazzo colore blu marca Vicini; bici da donna marca Bottecchia colore grigio; bici da donna marca Openspace colore grigio/nero/vianco. Chi riconoscesse in questo elenco la propria bici è invitato a presentarsi nella caserma dove ha sede la compagnia dei carabinieri per il riconoscimento e restituzione. Ovviamente gli interessati dovranno mostrare le relative denunce di furto. I carabinieri così come la polizia municipale erano da tempo sulle tracce degli autori di furti di biciclette. E all'inizio dell'estate le indagini hanno preso la direzione giusta dopo che è stato identificato il probabile autore di alcuni di questi furti. Si è capito successivamente che le bici venivano vendute, a volte anche per pochi euro, al marocchino che le smontava e poi le spediva nel suo paese d'origine. Un commercio che andava avanti da mesi e probabilmente il deposito scoperto in Oltrera non è l'unico in città. D'altra parte le biciclette finite nel mirino dei ladri sono numerose e i furti in città sono aumentati a partire dall'inizio dell'anno. S. C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
