La manifestazione
Ditte chiuse in attesa di ordini
Giacomo Pelfer
◗
La protesta dei conciari in occasione della Tirreno Adriatico nel marzo del 2009 Allarme della Cgil: s'inverte la tendenza del primo semestre 2011
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Arriverà sotto le finestre della Prefettura di Pisa la manifestazione indetta dalla Cgil per la sciopero generale di martedì. Presidio e comizio, a partire dalle 10, per protestare contro la manovra governativa di riequilibrio dei conti pubblici. «Abbiamo scelto di andare di fronte alla Prefettura perché rappresenta il più alto organismo di rappresentanza governativa sul territorio», spiega Domenico Contino, coordinatore della Cgil per il Valdarno Inferiore, insieme ai colleghi Loris Mainardi, Stefano Benvenuti e Riccardo Cappellini. Per partecipare alla manifestazione la Cgil mette a disposizione una serie di pullman, con partenza, alle 8,30 di martedì, da San Miniato Basso, Ponte a Egola, San Romano, Santa Croce, Castelfranco e Montecalvoli. Il rientro è previsto per pranzo. «In questa manovra - dice Contino - non c'è niente che guardi al futuro: non c'è traccia di un qualche sforzo per rilanciare la crescita e l'occupazione, dando speranze e futuro ai giovani del paese». Un contesto, secondo l'esponente Cgil, che permette di riflettere anche sullo stato di salute e sul futuro del comparto produttivo del comprensorio del Cuoio, al quale Contino guarda con particolare preoccupazione: «La ripresa dei primi mesi del 2011 era legata essenzialmente alle esportazioni, sulle quali si stanno già abbattendo gli effetti della crisi finanziaria internazionale. Le aziende hanno lavorato abbastanza bene fino a maggio. Già dal mese di giugno, invece, si è avvertito un brusco rallentamento: tante ditte della zona sono andate in ferie dopo aver consegnato gli ordini e adesso sono ancora chiuse in attesa di nuovi ordini che non arrivano. Non si può sopravvivere solo con le esportazioni: servono misure per rilanciare il mercato interno e favorire la produzione». Uno sguardo, poi, anche alla questione delle legalità, sulla quale lo stesso Contino ha lanciato la proposta di un codice etico per le aziende: «Siamo soddisfatti dell'adesione degli imprenditori. Le concerie che acquistano un prodotto da un'azienda contoterzi che non rispetta le leggi non possono fare finta di niente. Per evitare certe situazioni occorrono, anche a livello nazionale, misure che diano una speranza di sviluppo. Invece si continuano a far pagare i costi della crisi ai soliti noti, mentre si lasciano fuori quelle forze sociali che non hanno mai contribuito al benessere di questo paese. Noi proponiamo di andare a colpire le grandi ricchezze e i grandi patrimoni immobiliari, come già avviene in tutte le democrazie europee». «Ancora una volta il governo si accanisce sui dipendenti pubblici - aggiunge Cappellini -; tutto questo alla fine si ripercuoterà sui servizi, che sono un elemento di coesione sociale. E a pagarne le conseguenze saranno tutti i cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
