Il Tirreno

Pontedera

Il suo arrivo significherebbe la mancata conferma nell’incarico del direttore generale Giuliani

Gronchi pronto per la Carismi

Il direttore generale Carismi Piergiorgio Giuliani
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Il direttore generale Carismi Piergiorgio Giuliani

72 anni, pisano, dovrebbe essere nominato amministratore delegato

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 SAN MINIATO. Un'altra rivoluzione potrebbe essere dietro l'angolo. Ancora cambiamenti in vista per l'assetto societario della Cassa di risparmio di San Miniato, dopo la recente elezione alla presidenza di Giacomo Bandini, al posto della professoressa Lucia Calvosa, non confermata nell'incarico.  Secondo le indiscrezioni che circolano in questi ultimi giorni negli ambienti bancari di alto livello, potrebbe essere vicino a dover lasciare il proprio incarico l'attuale direttore generale della Cassa di risparmio di San Miniato, il dottor Piergiorgio Giuliani.  Da Roma, infatti, rimbalzano con insistenza i "rumors" che vorrebbero Divo Gronchi, 72 anni, attuale consigliere delegato della Popolare di Vicenza, pronto ad una sua quarta vita professionale nella cittadina della Rocca.  In queste ultime settimane lui parla di "pensionamento in punta di piedi", ma i bene informati scommettono che il banchiere vuol riavvicinarsi alla propria famiglia (che vive a Firenze) e che starebbe prendendo seriamente in considerazione l'offerta della Carismi.  Quello che è certo è che entro la fine dell'anno Gronchi, pisano di nascita, lascerà la Popolare di Vicenza. Per lui ci potrebbe essere appunto il ruolo di amministratore delegato della Cassa di risparmio di San Miniato. La formalizzazione dell'incarico dovrebbe avvenire nel giro di poco tempo.  «A questa età - ha dichiarato giovedì scorso a Il Messaggero - la vita si rinnova. Quello futuro non potrà essere un incarico troppo impegnativo, non un grande gruppo quindi. Ho qualche contatto, è prematuro parlarne. Quel che posso dire è che voglio avere più tempo da dedicare alla famiglia, ai figli e ai nipoti».  Occorre tener presente che la Carismi è controllata dall'omonima fondazione e dalla Cattolica, partner nella bancassurance della Vicenza. Nel capitale, con il 5,7%, ci sono anche dei piccoli azionisti, tra cui lo stesso Divo Gronchi. Quest'ultimo, come ha scritto proprio Il Messaggero, è uno degli ultimi banchieri della vecchia guardia ancora sulla breccia. Chi lo conosce da vicino gli attribuisce varie qualità. Una su tutte: la capacità di cavalcare l'onda, utilizzando la duttilità relazionale. Per 42 anni è stato al gruppo del Monte dei Paschi di Siena, dove è cresciuto prima alla Banca Toscana, poi nella capogruppo ricoprendo la carica di direttore generale. E ha resistito negli anni al suo approccio malleabile. Il suo maestro è stato Carlo Zini, lo storico provveditore di cui ha fatto per anni il braccio destro.  Gronchi ha lasciato Siena nel 2000, passando alla Popolare di Vicenza, dove è rimasto fino all'ottobre 2005, quando fu chiamato al timone della Popolare Italiana in piena bufera per la scalata ad Antonveneta, pilotando a luglio di due anni dopo la fusione con la Popolare di Verona. Dalla fusione è sorto il Banco Popolare, del quale Gronchi è stato per quattro mesi il presidente del consiglio di gestione. A novembre 2007, è poi tornato a Vicenza come consigliere delegato. L'addio dalla città veneta potrebbe avvenire entro la fine del prossimo mese di ottobre.

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