Il Tirreno

Pontedera

L’INTERVENTO

Due o tre cose che non capisco

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Sulla vicenda Industrie Toscane-Gruppo Caponi e Piaggio, esprimo alcunee perplessità, e chiedo chiarimenti. Esprimo solidarietà ai dipendenti, augurando che tutto finisca in modo a loro favorevole. Da imprenditore (pur se piccolo) questa storia mi lascia perplesso. Chiedo come sia possibile che di fronte a una controversia tra 2 imprese, e di fronte ad una inadempienza, che in pochi giorni un Tribunale decida e risolva facilmente una situazione intrigata nei confronti del committente, affidandogli la gestione temporanea dell'impresa fornitrice?  Sono stato coinvolto nel crack Aiazzone, per loro causa sono svaniti tutti i miei progetti ventennali. Non mi scandalizzo più di nulla: ma davvero si può finalmente in pochi giorni risolvere facilmente una situazione simile? Significa che tutto inizia a funzionare. O, questo è il mio dubbio, solo certe aziende, possono accelerare i tempi della giustizia?  Non voglio schierarmi con nessuno, ma solo capire se questo caso sia l'inizio di una nuova era, dove in pochi giorni ogni impresa, piccola o grande che sia, può veder tutelati e riconosciuti i suoi crediti. Ci sono milioni di casi simili: situazioni che vanno avanti per anni. Piccole imprese artigiane che stanno mesi, anni senza riscuotere da enti pubblici.  Stiamo assistendo all'ennesimo caso di giustizia d'eccellenza? Nel crack Aiazzone, sono stati coinvolti 1500 dipendenti diretti, oltre 280 imprese con 2.800 dipendenti totali, e dopo un anno e mezzo tutto è ancora in alto mare. Auguro ai dipendenti del gruppo interessato che la situazione si risolva bene, ma auguro anche al Gruppo Caponi, che da anni (anche se da 2 mesi non paga gli stipendi) manda avanti centinaia di famiglie, di poter difendersi con equo giudizio. Marco Gargani imprenditore (è stato vice presidente di Confartigianato e presidente di Artigiancredito Pisano.

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