Il Tirreno

Pontedera

Via i profughi dall'ospizio Per la residenza invernale spunta l'ipotesi "ex asilo"

L’esterno della casa di riposo Santa Chiara
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L’esterno della casa di riposo Santa Chiara

Serve un altro alloggio per restituire spazio agli anziani Pd critico: «A noi dissero che la scuola non era sicura»

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 VOLTERRA. Pakistani e bangladesi fuori dal Santa Chiara. A breve, e comunque prima dell'arrivo della stagione fredda, i sedici profughi rimasti nell'ospizio, dovranno lasciare le stanze che li hanno ospitati fino a oggi, attraversare la strada e salire le scale dell'ormai ex scuola di Santa Chiara per andare dormire.  Quella di spostare i profughi nell'ex scuola, fanno sapere dal Santa Chiara, è solo un'ipotesi. Le trattative con il Comune, dove il referente diretto è proprio il sindaco Buselli, sono nella fase interlocutoria. Ma una cosa è certa: dall'ospizio i sedici se ne devono andare.  La causa è l'imminente arrivo della stagione invernale, che costringerà l'ospizio a rioccupare tutti gli spazi ora destinati allo scopo umanitario, per destinarli alla ricreazione e alla ginnastica degli anziani, finora traslocate all'aperto.  Non sarà semplice trovare una sistemazione e, anche se quella della scuola elementare è solo una delle ipotesi, è senza dubbio quella più facilmente praticabile. Il primo passo è fare gli accertamenti, considerati i programmi dell'amministrazione comunale per l'utilizzo futuro della scuola. Bisogna infatti capire se ci sono i margini per convertirla in casa d'accoglienza per i profughi. E anche altre questioni sono da chiarire.  Ne sa qualcosa il Partito Democratico volterrano. Seppur favorevole a trasferire i rifugiati in altra sede, non condivide la scelta di spostarli proprio nella ex scuola elementare come si sta prospettando. Il motivo? «Circa un anno e mezzo fa - spiegano dal Pd - quando chiedemmo l'uso di quei locali per tenervi, come era avvenuto in passato, le primarie di partito per le Regionali, fu risposto con lettera ufficiale che tali locali non erano stimati sicuri. Ma, se non erano idonei per ospitare per una giornata un seggio elettorale, con quale criterio si intende usarli per dare alloggio per un periodo indeterminato a poco meno di 20 adulti? Vi sono stati fatti dei lavori?».  I dubbi del Pd non si fermano qui, anche perché l'ormai ex scuola avrebbe dovuto avere un destino diverso. «Il progetto presentato dal sindaco - spiega il Pd - che vedeva in quei locali la realizzazione non solo degli ambulatori dei medici, ma anche di servizi distrettuali di Volterra, la cosiddetta "casa della salute" è stato accantonato con tutti gli altri buttati alle ortiche in questi due anni?».  Il rischio che sembra paventarsi è dell'allontanamento del servizio dei medici di famiglia in locali accessibili, in zona servita dai mezzi pubblici e, cosa importantissima, attivo per dodici ore al giorno. La soluzione della vicenda si dovrebbe avere in tre o quattro giorni.

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