La manifestazione
La proposta avanzata alla festa del Pd. Daniela Pampaloni: «Servirà a far emergere i bisogni»
Uno sportello per le superiori
Paola Silvi
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Daniela Pampaloni Dovrà combattere la dispersione: nell'Unione Valdera è del 16%
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PONTEDERA. Una finestra d'ascolto dedicata agli studenti delle scuole superiori e pensata dall'Unione dei Comuni della Valdera. E' questa la proposta scaturita dal dibattito pubblico coordinato da Alessia Telese e organizzato dal Pd mercoledì sera, dal titolo "Una società più giusta a partire dai saperi. Idee, energie e risorse a disposizione". Dopo la sezione intercomunale della materna e le 11 sezioni finanziate dall'Unione e dalla Regione, per i comuni della Valdera si prepara una nuova sfida. Sempre nello stesso settore. Nell'occhio del ciclone stavolta la dispersione scolastica che sfiora il 16% e la scarsa percentuale di laureati, solo 30 su 100 diplomati. E così, accontentati i piccoli e le loro famiglie, ora è il turno dei più grandicelli. «L'obiettivo - sottolineano ad una voce Daniela Pampaloni, responsabile provinciale Pd scuola e Liviana Canovai, assessore all'istruzione del comune di Pontedera - è quello di capire i bisogni che emergono. Ascoltare gli insegnanti ma anche i ragazzi che vivono la scuola tutti i giorni e creare una base condivisa che coinvolga gli istituti, gli enti locali, le agenzie formative e il territorio. In Valdera la ricerca meccanica ed industriale raggiungono alti livelli. I professionali e i tecnici della zona dovrebbe allora poterne usufruire di più». E non solo. L'assemblea è stata anche l'occasione per fare il punto sulla salute, inutile dirlo precaria, della scuola nostrana. Dai tagli alle autonomie, all'educazione permanente. Senza considerare la mancanza di insegnanti di sostegno, quella del personale Ata, e soprattutto l'effetto sull'edilizia scolastica della sforbiciata governativa che si traduce in 2 edifici su 3 fuori legge. «La maggior parte delle scuole viola - prosegue Pampaloni - il decreto per la sicurezza antincendio che prevede la permanenza in classe di non più di 26 persone». A fronte però di tutte queste problematiche trattate e di un decalogo che circola fra i presenti, dove sono scritte, nero su bianco, le proposte per una scuola di qualità, l'universo della formazione sembra non essersi ancora ritagliato un posto nel cuore delle famiglie della Valdera. «Il periodo nero che la scuola sta vivendo - concludono dal Comitato in difesa della scuola pubblica - non è limitato a casi specifici. Ci coinvolge da vicino e oltrepassa le possibili soluzioni trovate».
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