Il Tirreno

Pontedera

 PONTEDERA. Presentare i termini degli accordi che stanno nascendo con Piaggio, ma anche ...

Andreas Quirici

3 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Presentare i termini degli accordi che stanno nascendo con Piaggio, ma anche per far capire che il futuro di chi sceglie la strada dell'esercizio provvisorio può essere molto più concreta e sicura di quanto non sia sembrato fino a oggi. Questo il senso dell'assemblea che si è svolta ieri mattina alla sala Carpi di via Valtriani fra gli operai di Industrie Toscane e i rappresentanti delle quattro sigle sindacali, oltre a quelli della Rsu. Un appuntamento atteso dai dipendenti dell'azienda che, tramite un appalto dell'impresa dichiarata fallita Tecnocontrol, realizzava forniture per Piaggio. L'esercizio temporaneo che partirà fra poco, non dovrebbe durare più di tre o quattro mesi, come spiegato dai sindacati, per poi avviare la gara che individui un soggetto in grado di far proseguire e rilanciare il progetto industriale. E proprio sul futuro prossimo si annidano i maggiori dubbi degli operai che dovrebbero licenziarsi da Industrie Toscane, farsi assumere da Piaggio e sperare che chi vince la gara abbia intenzioni serie e concrete. «Di certezze assolute non ce ne sono - è stato detto durante l'assemblea da parte sindacale - ma è impensabile che chi abbia messo in moto tutta questa operazione poi si tiri indietro e faccia cadere tutto. Le prospettive per il futuro sono sicuramente più solide e positive con il progetto portato avanti dal curatore che rimanendo agganciati a Industrie Toscane». Il riferimento a «chi ha investito» è per Piaggio, azienda che «punta a mantenere l'operatività di una delle imprese più qualificate e importanti per la sua produzione» come quella di via don Mazzolari. Se non proprio una rassicurazione, almeno un elemento in più su cui riflettere per gli operai, chiamati adesso a fare una scelta molto importante. L'obiettivo del curatore fallimentare è quello di riavviare presto la produzione, magari già da lunedì, visto che buona parte dei capannoni e dei macchinari utilizzati da Industrie Toscane era di proprietà di Tecnocontrol e che, dopo il fallimento, sono è stato tutto preso in carica dalla curatela. Quel che manca per far ripartire il lavoro della commessa di Piaggio sono proprio i lavoratori, di cui 110 dipendenti a contratto a tempo indeterminato e il resto, fino ad arrivare a quota 136, a contratto a tempo determinato. Piaggio ha detto ai sindacati di voler assumere tutti quelli con contratto a tempo indeterminato, mentre per gli altri ha preso tempo, cercando di capire qualcosa di più rispetto alle necessità produttive. Ma i dubbi probabilmente resteranno, almeno per adesso, nella testa degli operai. Secondo quanto spiegato, infatti, la proprietà di Industrie Toscane, ha chiesto la cassa integrazione ordinaria per 13 settimane in base alla volontà di far ripartire la propria produzione legata al mondo dell'auto. «Con quali soldi e prospettive non lo sappiamo - hanno detto i sindacati - e il timore è che si tratti di manovre per intralciare il percorso avviato dalla curatela». Ammortizzatori sociali a fronte di contratti a termine. Una scelta non facile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa