Italia
Matteo potrebbe essere lontano
Cristiano Marcacci
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Matteo Maestri; a destra un momento delle ricerche Uno dei responsabili delle ricerche: «Abbiamo scandagliato tutto il possibile»
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LIVORNO. Quello di ieri era il sesto giorno di ricerche di Matteo Maestri, il grafico trentenne di Castelfranco scomparso nelle acque antistanti Calafuria a Livorno sabato pomeriggio, dopo essere stato travolto e risucchiato da un'onda mentre era seduto sugli scogli in compagnia di alcuni amici. Da allora, il mare non ha dato alcuna notizia del giovane. Le ricerche continuano. Con i mezzi e i sommozzatori dei vigili del fuoco e con i gommoni della Capitaneria di porto e delle associazioni di volontariato. Il corpo di Matteo, però, non si trova, con lo strazio di genitori, familiari e amici che cresce di giorno in giorno, di ora in ora. Ma dov'è che il mare tiene prigioniero il giovane? Una domanda a cui, dopo le numerose giornate passate a setacciare i fondali, è impossibile per il momento fornire una risposta. «I sommozzatori dei vigili del fuoco, della Guardia costiera e quelli volontari, fra cui i nostri con un gommone attrezzato - ci spiega Leonardo Terreni, responsabile della Misericordia di Antignano, una delle associazioni che fanno parte del progetto "Estate sicura" messo in piedi in convenzione con il Comune di Livorno - hanno scandagliato per giorni tutto il possibile, perfino le buche nel tratto fra Sassocritto e Calafuria. È molto probabile che le correnti abbiano portato il corpo anche molto lontano. Non dimentichiamoci infatti che da sabato pomeriggio a lunedì scorso su tutta la zona ha spirato un vento fortissimo e non è escluso che il mare abbia fatto compiere diversi chilometri al corpo di quel povero ragazzo. Capisco che per la famiglia una situazione così è quanto di più straziante ci possa essere ed è proprio per questo che ogni giorno ci impegniamo al massimo delle nostre forze e possibilità». Terreni si ricorda di un caso simile avvenuto diversi anni fa. «Una persona annegò all'isola della Meloria - riavvolge il filo della memoria - e il suo corpo non fu trovato per giorni e giorni. Fu poi rinvenuto al moletto di Antignano, l'avevano spinto fin lì le forti correnti». Dalla Misericordia di Antignano non perdono occasione di mettere in guardia i giovani che sono soliti frequentare le scogliere livornesi: «A Calafuria e dintorni - prosegue Leonardo Terreni - occorre stare sempre molto attenti. Anche l'altro giorno, proprio sotto la torre di Calafuria, ho personalmente richiamato un gruppetto di 4-5 bagnanti stranieri che, nonostante il mare particolarmente agitato, si trovavano sul limite degli scogli per scattare delle foto. Dal Boccale a Calignaia le correnti sono sempre fortissime e ogni imprudenza può costare veramente molto cara».
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