Il Tirreno

Pontedera

Approvato dal consiglio comunale di Castelfranco il documento “Salviamo la scuola pubblica”

«Basta coi tagli», appello dal Valdarno

Rachele Di Saverio
Una recente manifestazione di protesta di studenti del Valdarno contro i tagli alla scuola pubblica
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Una recente manifestazione di protesta di studenti del Valdarno contro i tagli alla scuola pubblica

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 CASTELFRANCO. "Salviamo la scuola pubblica". Ha questo titolo il documento approvato alla seduta straordinaria del consiglio comunale di lunedì con i voti favorevoli del gruppo proponente, Castelfranco Democratica, e quelli dei membri delle opposizioni presenti (Udc e Pdl).  Tale documento, già presentato durante il consiglio comunale aperto del 12 luglio scorso in seduta congiunta con i Comuni di Montopoli, Santa Croce e San Miniato, esprime profonda preoccupazione per le pesanti ripercussioni che i ripetuti tagli all'istruzione da parte del governo stanno avendo sulla scuola pubblica del Valdarno Inferiore. A fronte di una situazione che da due anni a questa parte si fa sempre più drammatica il documento chiede alle autorità competenti e al governo di fermare la politica dei tagli invocando provvedimenti in favore di una scuola pubblica di qualità. «La consapevolezza dimostrata alla seduta consiliare circa la gravità della situazione e la condivisione espressa da parte dei gruppi presenti significa che riteniamo la scuola pubblica un bene comune, un pilastro centrale della vita democratica e civile, uno strumento di coesione e uguaglianza civica», commenta l' assessore all'istruzione Isa Vanni. «Questa convinzione - continua Vanni - ci aiuta a proseguire l'impegno nel campo della promozione delle politiche per l'educazione e nell'ampliamento del confronto con le parti coinvolte. La scuola deve rafforzare il proprio ruolo, ma può farlo solo se è al centro dell'interesse nazionale e ne è chiara la funzione culturale e sociale. Chi lavora nella scuola merita rispetto: gli insegnanti sono una grande risorsa da valorizzare e premiare secondo il merito, non certamente da additare come una categoria di fannulloni. E la scuola non è un'azienda che comporta solo dei costi: essa ha un ruolo primario nella società che può ritrovare con un impegno forte da parte di tutti, rivedendo anche la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti».

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