Il Tirreno

Pontedera

Mura della Pescaia, è allarme rosso

Uno dei tratti delle mura della Pescaia avvolto in una fitta vegetazione
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Uno dei tratti delle mura della Pescaia avvolto in una fitta vegetazione

Una passeggiata sul monumento etrusco con lo storico Niccolini tra frane e sporcizia

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 VOLTERRA. Allarme sulle mura della Pescaia a Volterra e questa è allarme rosso. La prima denuncia sulle condizioni disastrose delle mura etrusche è partita la scorsa primavera da un gruppo di cittadini capeggiati da Bruno Niccolini, storico della città che scrissero una lettera aperta al sindaco per sensibilizzare l'amministrazione sull'emergenza. La risposta del Comune è stata la promessa di riaprire una delle strade d'accesso a quel tratto, per cui è stata convocata la commissione strade.  Un provvedimento che, però, a detta dei firmatari, non risolve affatto il problema. «Le mura etrusche di Volterra sono la più imponente opera difensiva di questa antichissima civiltà e sono un bene preziosissimo che appartiene a tutta l'umanità», esordisce Niccolini, che interviene in proposito insieme a un nutrito gruppo di concittadini (Umberto Viti, Fabio Cassola, Renato Caldon, Luca Pini, Paolo Chiodi, Pier Nello Manoni, Anna Ceccanti, Giuliana Culivicchi, Paolo Carotta, Sauro Gennai, Fulvio Cocucci, Duccio Benvenuti, Licio Isolani, Irene Nesi, Carlo Paoletti).  «Nel corso degli anni - spiega Niccolini - si sono susseguiti interessanti progetti mirati alla messa insicurezza, salvaguardia e fruibilità di questo immenso patrimonio, solo in parte realizzati, che prevedevano anche l'apertura di un percorso lungo le mura. Attualmente questo immenso patrimonio sembra abbandonato».  In capo alla lista dei "malati gravi" ci sono proprio le mura della Pescaia, dove da oltre un anno una robusta rete sbarra la strada che ne consentiva l'accesso. Oggi Niccolini è tornato a vedere com'è la situazione all'ombra del grande monumento.  «Per vedere in che stato sono - spiega lo storico - devo ricorrere a un amico i cui campi confinano con le mura e solo con l'aiuto di un pennato riusciamo ad aprirci un varco nella fittissima vegetazione. La guida mi dice che ancora negli anni '50 era possibile camminarci sopra per tutto il lunghissimo perimetro e che erano oggetto di visita da parte di studiosi provenienti da tutto il mondo e di numerose scolaresche».  Sotto accusa le piante che crescono fin dentro le mura facendole franare completamente. «Se non s'interviene velocemente - mette in guardia Niccolini - tra pochi anni resteranno solo sassi sparsi nel bosco. È un imperdonabile delitto».  Che fare? «Crediamo - spiega lo storico - che sia intanto indispensabile una presa di coscienza e una forte mobilitazione dei volterrani, delle associazioni di Volterra e del territorio e dei tanti prestigiosi uomini di cultura che amano la nostra città. Pronti ad ascoltare tutti i suggerimenti utili ad ottenere dei risultati concreti ed aperti ad ogni contributo, ci auguriamo che il grido d'allarme di cui ci facciamo portatori sia proprio dal maggior numero possibile di persone, enti e associazioni».  Chi vuole aderire a questo appello può contattare i promotori. F.F.

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di Redazione web