Finanza
«I ricorsi non ci preoccupano»
Cristiano Marcacci
La Provincia spiega perché l'autovelox è in regola
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BIENTINA. La Provincia sta impostando la difesa. È convinta di aver ragione e, conseguentemente, di far vincere la propria linea davanti al giudice di pace in occasione della discussione sui due ricorsi presentati da altrettanti automobilisti contro le multe comminate dall'autovelox posizionato lungo la Bientinese quasi al confine con il territorio comunale di Altopascio. Nei due ricorsi, avanzati dietro la consulenza dello studio legale dell'avvocato pisano Gabriele Marroni, si evidenziano la mancanza di visibilità dell'apparecchiatura e della relativa segnaletica, l'insufficiente distanza della cartellonistica di avviso dello stesso autovelox (secondo una sentenza della Corte di Cassazione dovrebbe essere ad almeno 400 metri) e l'immotivato limite dei cinquanta chilometri orari (il tratto sottoposto a rilevamento della velocità non attraversa infatti alcun centro abitato). Agli automobilisti e al loro avvocato replica dalla Provincia il direttore generale Giuliano Palagi, secondo il quale la recente sentenza della Suprema Corte non avrà alcuna influenza sulla prossima decisione del giudice di pace. «La Cassazione - dice - non sempre stabilisce i principi di diritto». Ma entriamo nello specifico nella questione dell'autovelox sulla Bientinese. «Stiamo parlando - spiega il direttore generale della Provincia - di una strada storica e molto stretta, su cui bisogna andar piano per l'incolumità di tutti gli automobilisti, tant'è che in alcuni tratti vige il limite dei 30 chilometri orari, oltre a quello di transito per i mezzi pesanti. Tutti i divieti presenti, compreso quello dei 50 orari dove si trova l'autovelox, sono stati ritenuti congrui dall'Osservatorio provinciale sul traffico coordinato dal prefetto di Pisa. Comprendo bene che un cittadino debba avere sempre la possibilità di difendersi e di fare ricorso nei confronti di una multa, ma non ci dimentichiamo che l'automobilista intervistato da Il Tirreno è stato immortalato dall'autovelox mentre procedeva ad una velocità di quasi il doppio del limite consentito». Sulla scarsa visibilità di apparecchiatura e segnaletica. «L'autovelox - sostiene il dottor Palagi - è alto ben cinque metri e sfido chiunque a dire che non si vede bene. Anche perché è ben incorniciato da strisce bianco-rosse catarifrangenti. E le segnalazioni sono perfettamente aderenti a quanto previsto dalle normative, secondo le quali la cartellonistica deve essere piazzata ad almeno 400 metri solo nel caso di un'autostrada. Lungo una strada extraurbana, come la Bientinese appunto, bastano 150 metri». La Provincia è convintissima che avrà ragione dinanzi al giudice di pace. Anche per un altro aspetto. «Non è vero - conclude il direttore generale - che non ci può essere il limite dei 50 perché la strada non attraversa un centro abitato. La Bientinese, infatti, è stata classificata come una strada extraurbana di seconda classe e come tale la Provincia vi può decidere in completa autonomia il limite di velocità».
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