Sicurezza
Stamani alle 9,30 nella saletta Carpi di via Valtriani il confronto con i sindacati
I lavoratori in assemblea
Andreas Quirici
Industrie Toscane: si discute la gestione affidata a Piaggio
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PONTEDERA. Saranno giorni di pensieri, valutazioni e decisioni per i lavoratori di Industrie Toscane (nella foto) al centro dell'operazione di riavvio della produzione per Piaggio dopo il fallimento di Tecnocontrol. Stamani è in programma una assemblea nella sala Carpi in via Valtriani tra i sindacati e i 136 dipendenti dell'azienda di via don Mazzolari con un unico punto all'ordine del giorno: spiegare quel che è emerso dall'incontro che i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto con Piaggio e più in generale i termini dell'esercizio provvisorio decretato dal tribunale di Pisa su richiesta del curatore fallimentare, la cui gestione è stata affidata alla stessa Piaggio per un periodo massimo di 12 mesi. La riunione di ieri mattina ha visto Fim, Fiom, Uilm e Ugl chiedere a Piaggio di prendere in carico i lavoratori che vorranno licenziarsi da Industrie Toscane. Il passaggio prevederebbe un contratto a tempo determinato su cui Piaggio, secondo i sindacati, avrebbe dato la propria disponibilità. Le parti si rincontreranno già oggi, anche se l'intenzione della curatela è quella di far ripartire la produzione che Industrie Toscane realizzava per Piaggio il prima possibile. Successivamente, l'operazione prevede l'asta competitiva in cui il piano industriale e «il mantenimento dei livelli occupazionali funzionali all'azienda», come spiegato dal curatore, saranno elementi fondamentali per vincere la gara. Anche se le incognite, in questo caso, non sembrano essere poche, visto che nessuna delle parti in causa (curatela, Piaggio e sindacati) sono in grado di offrire certezze sul numero di dipendenti «funzionali alle necessità dell'azienda». I lavoratori ascolteranno le parole dei sindacalisti e poi dovranno decidere: seguire l'onda dell'esercizio provvisorio, ottenendo un contratto a termine e sperare che l'asta possa essere per loro un ritorno alla normalità occupazionale oppure attendere l'eventuale fallimento di Industrie Toscane e usufruire degli ammortizzatori sociali previsti dalla legge. E se nessuno degli operai di Industrie Toscane volesse sposare il progetto della curatela? «Andremo avanti lo stesso - afferma il curatore Antonio Nazaro - perché questa è un'azienda solida e con una maestranza molto qualificata che non va dispersa. Vedremo quel che accadrà, ma il mio compito è quello di risanare l'impresa prima di metterla sul mercato tramite l'asta competitiva per tutelare l'interesse dei creditori». Una decisione non semplice da prendere per i lavoratori, mentre le difficoltà oggettive per molti di loro crescono. Riferiscono membri dell'Rsu, infatti, che a causa del mancato pagamento degli stipendi negli ultimi due mesi, molti operai non avrebbero neppure i soldi per la benzina per partecipare alle riunioni. «Qui si tratta di sopravvivenza», hanno detto i rappresentanti di fabbrica.
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