Gioco
A differenza di altre realtà, qui le aziende si aspettano una grande annata
San Miniato, isola felice del vino gli acini non hanno patito il caldo
Luciano Gianfranceschi
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Leonardo Beconcini dell’omonima azienda vinicola e un momento della vendemmia3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. «Come va la vendemmia? L'uva non è ridotta a marmellata attaccata alle viti, come invece si legge su internet a proposito della Toscana, e dunque che occorre vendemmiare in fretta e furia altrimenti a causa della vampata caldissima nel periodo di Ferragosto». «Pertanto, non è vero che è in pericolo il vino dell'annata 2011. Mettiti gli scarponcini e vieni qua a vedere, gli acini sono belli e sani, sarà una grande annata». A parlare, un po' arrabbiato per certi discorsi che sono rimbalzati tra gli appassionati del vino, è Leonardo Beconcini dell'azienda agricola Pietro Beconcini. «Sono pronto a scommettere che sarà una vendemmia di qualità superiore, come nel 2001 e nel 2006. La fioritura a primavera era avvenuta un po' in anticipo, ma niente di particolare. Ora la maturazione prima è degli zuccheri, poi dei fenoli», aggiunge. Parola di enologo, qual è, produttore e conoscitore del territorio. E, spalleggiato dalla moglie Eva, continua: «Due settimane di gran caldo ci sono state, ma a San Miniato abbiamo anche una forte escursione termica, cioè differenza di temperatura, tra il giorno e la notte. Come ben sa chi viene la sera a cercare il fresco in città; figuriamoci in aperta campagna. Inoltre, abbiamo il terreno argilloso che trattiene l'umidità, le vigne sono verdi come in una foresta pluviale. E la nostra vendemmia inizierà verso il 10 settembre, con le uve da appassire per il vin santo». Beconcini è anche presidente dell'Associazione Vignaioli di San Miniato, 12 aziende locali, tutte quelle che imbottigliano. «Abbiamo fatto il punto della situazione, tutti insieme, proprio l'altro giorno - prosegue -. Aziende come Montalto e San Quintino, inizieranno a loro volta la settimana prossima. E chi ha uve di Sangiovese, addirittura a metà settembre». Lo spumante è il vanto dell'azienda Ivana Cupelli, a conduzione familiare con il figlio Marco, e anche Sara Pertici. Che ne sarà del sorprendente spumante del Valdarno, dal perlage dorato e frizzante? «Stiamo vendemmiando da metà della settimana scorsa - racconta la donna - qualche vite lungo la fossa ha sofferto, ma stiamo attenti a scartare quei pochi grappoli». Il territorio, a San Miniato Basso, è in pianura. «Dopo la vendemmia sempre veloce, lo spumante viene imbottigliato a 16-17 gradi "babo" del mosto, che corrispondono a 11 gradi effettivi. Poi in bottiglia fermenta ancora un po', e arriva ai 12 gradi ottimali e gradevoli». Su come ha rilanciato l'azienda, dal 2008, svela per la prima volta: «Nel vino bianco c'è molta concorrenza, e il prezzo era basso. Abbiamo viti di Trebbiano, che in passato dando molto vino hanno sfamato tante famiglie contadine, però non attrae più i clienti. Abbiamo provato col vin santo, ma soprattutto c'è venuto in mente di aggiungere uve Chardonnay: così è nato lo spumante. Slow Food San Miniato l'ha tenuto a battesimo nel 2009, e da allora ogni annata è esaurita». Alla tenuta Il Poggio sta vendemmiando Cosimo Maria Masini, giovane ingegnere con la passione dell'enologia, per il vino bianco, le uve Chardonnay e Sauvignon vengono colte per prime. Un prodotto nel rispetto della tradizione e della natura, ma anche orientato al desiderio d'innovazione e sostenibilità: così è nata la scelta del vino biodinamico. Tra le vigne c'è l'enologo Cipriano Barsanti, particolarmente attento anche alle uve rosse poiché l'azienda fa vino senza l'uso di prodotti chimici sul terreno e la pigiatura che avviene con i piedi scalzi, anche in pubblico durante la domenica clou della raccolta. Non soltanto un evento, tra i vari proposti dalla sommelier Claudia Marinelli, ma la riprova che i procedimenti naturali sono più temprati ai capricci del tempo.
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