Sicurezza
Comunità montana, giorni contati
Presto dovrà sciogliersi per far posto ad un'Unione dei Comuni
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VOLTERRA. La Comunità montana dell'Alta Valdicecina potrebbe avere i giorni contati. Se le nuove disposizioni in materia di enti locali previste dal decreto sul rilancio economico del governo verranno convertite in legge, già a settembre le Comunità montane dovranno sciogliersi per far posto alle Unioni dei Comuni. Sarebbe una rivoluzione per i cinque Comuni della zona, che nel nuovo ente dovrebbero coordinare insieme molte delle funzioni che oggi vengono gestite dalle singole amministrazioni. Ma andiamo con ordine. Al di là delle novità che potrebbero essere introdotte dal decreto al vaglio in questi giorni, secondo il decreto legge 78 del 2010 le funzioni fondamentali dei Comuni fino a 5mila abitanti, o 3mila se sono Comuni che appartengono a comunità montane, devono essere esercitate in forma associata mediante convenzione o Unione. Per questo in Toscana esistono già sette Unioni: Alta Versilia, Pratoamgno, Montagna Fiorentina, Val di Chiana, Unione del Merse, Valdarno e Valdisieve e Valdera. Quella dell'Alta Valdicecina è un'Unione che, sulla carta, è già stata largamente preparata dai Comuni di Pomarance, Montecatini e Monteverdi, che hanno sottoscritto lo statuto lo scorso luglio, mentre si sono astenuti Volterra e Castelnuovo. Non appena la riforma sarà approvata, l'Unione può partire. Di cosa si occuperà? Oltre alle materie finora di pertinenza della Comunità montana, potrebbero confluire nell'Unione polizia locale, scuola pubblica, regolamenti urbanistici e trasporti pubblici. La novità viene accolta positivamente da Carlo Giannoni, presidente della Comunità montana e sindaco di Monteverdi Marittimo. «L'accentramento di molti servizi, gestiti attualmente dalle singole amministrazioni comunali, in un unico ente è un percorso che stiamo seguendo da tempo. I Comuni della nostra zona hanno esigenze e interessi congiunti, per questo credo che l'Unione sia un deciso passo avanti per tutti. La vera sfida sarà quella di ridurre le spese e di aumentare la qualità dei servizi». Una soluzione che potrebbe permettere la sopravvivenza di molti piccoli Comuni. «I tagli dei trasferimenti statali mettono a rischio la sopravvivenza stessa dei comuni della zona - continua Giannoni -. Accentrare più funzioni nel nuovo ente ci consentirà di riunire molto del personale attualmente distribuito in più enti. Entro pochi anni potremo avere un personale più qualificato». La sede dell'Unione dei Comuni rimarrà a Pomarance, come deciso dal consiglio della comunità montana e nonostante i malumori di Volterra che avrebbe voluto essere la "capitale". Soddisfatto, invece, Loris Martignoni, sindaco di Pomarance. «Siamo in attesa di un chiarimento definitivo da parte del parlamento, ma non siamo rimasti a guardare: abbiamo già preparato lo statuto del nuovo ente. Mantenere il capoluogo a Pomarance permetterà di evitare inutili spese e trasferimenti. La nostra zona ha solo il 6 per cento degli abitanti della provincia e il 30 per cento del territorio: un organismo di questo tipo, quindi, è indispensabile». G.P.
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