Il Tirreno

Pontedera

Trovano la fabbrica chiusa

Andreas Quirici
L’esterno della fabbrica e sotto Fabio Carmignani
◗
L’esterno della fabbrica e sotto Fabio Carmignani

Industrie Toscane, un cartello ai cancelli: non riprende la produzione

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Prima gli strumenti contrattuali e poi la cassa integrazione. Dunque ferie arretrate e permessi accantonati con la flessibilità per i dipendenti di Industrie Toscane e poi 13 settimane di cassa integrazione. Questo il piano della proprietà dell'impresa pontederese coinvolta nel fallimento di Tecnocontrol, ma che sembra mancare delle fondamenta: la liquidità. Una situazione assolutamente non chiara che sta facendo preoccupare non poco gli operai, i quali ieri mattina si sono presentati ai cancelli della fabbrica senza poter entrare.  Sindacati e azienda si sono incontrati successivamente come richiesto dalla normativa per casi in cui c'è in ballo la cassa integrazione. «Abbiamo domandato al rappresentate di Industrie Toscane se hanno i soldi per pagare gli stipendi arretrati - spiega Fabio Carmignani di Fiom-Cgil, presente all'incontro con gli esponenti di Fim-Cisl, Uilm-Uil e Uglm - ma la risposta è stata negativa. Poi abbiamo espresso perplessità sulla richiesta della cassa integrazione fatta da un'azienda come la loro che non ha liquidità e che non sembra in grado di riavviare la produzione». Quesiti che dovranno essere affrontati di nuovo nei prossimi giorni, quando le parti torneranno a incontrarsi.  Il rischio, però, è che i lavoratori restino completamente nel dubbio su cosa fare: accettare la proposta della curatela che li vedrebbe passare sotto un'altra proprietà con un contratto di quattro mesi e un futuro non troppo definibile al momento o tentati dalla voglia di far fallire l'azienda e usufruire degli ammortizzatori sociali che avrebbe una durata più lunga rispetto a un'assunzione a termine? Il tutto mentre in Piaggio si è ripreso a lavorare a ranghi incompleti proprio a causa della situazione legata al fallimento di Tecnocntrol. Oggi le Rsu s'incontreranno con esponenti dell'Azienda della Vespa per prendere informazioni sulla situazione che si è creata nelle ultime settimane. Ma sul futuro produttivo di Piaggio resta l'incubo dell'esito che avrà l'operazione condotta da Antonio Nazaro, il curatore fallimentare nomitato dal tribunale di Pisa. Se la fornitura che veniva garantita da Industrie Toscane non riprenderà a breve potrebbero saltare tutti i piani di rientro degli operai stabiliti dai responsabili del personale di Piaggio e che prevedevano il 100% della forza lavoro di nuovo presente in fabbrica per il 19 settembre. Oggi dovrebbe essere anche il giorno della presentazione da parte di Nazaro al giudice delegato dell'istanza con cui il curatore fallimentare chiede l'esercizio provvisorio in un piano che prevederebbe la presa in carico del personale di Industrie Toscane per alcuni mesi, prima di dare il via all'asta per consegnare l'azienda a una proprietà che sappia rimetterla in moto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa