Attenzione
In cinquanta alla ricerca di Matteo
Lara Loreti
Un'altra giornata di fuoco per i soccorritori. E oggi si ricomincia
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LIVORNO. A terra sugli scogli, con i cannocchiali; in mare nei fondali, sulle motovedette e sui gommoni a occhi nudi, sotto costa e al largo, dal Sassoscritto a Quercianella. Non si fermano le ricerche di Matteo Maestri, di Castelfranco, 30 anni appena compiuti (domenica era il suo compleanno). Sono una cinquantina le persone impegnate in mare tra volontari, vigili del fuoco e militari della Capitaneria. Ore di passione ieri in mare, tra dolore e speranza. E oggi si profila un'altra giornata difficile. I soccorritori escono all'alba, intorno alle 6, e rientrano al calar del sole, verso le 19: oltre dodici ore, due turni di ricerche incessanti, in attesa che il mare si decida a restituire il corpo del giovane. A coordinare le operazioni è la Capitaneria di porto che indirizza le rotte, in base alle correnti, e decide aree di assegnazione e mezzi da impiegare. La prima a uscire ieri mattina è la motovedetta 867 della Guardia costiera: a bordo ci sono quattro militari in divisa che guidano la spedizione. Il mezzo percorre il tratto di costa tra il Castel Boccale e la Torre di Calafuria. Di Matteo nessuna traccia. Alle 9 il mezzo rientra. Intanto alle 8 alle ricerche si aggiunge il gommone della Svs (rientra nel progetto Estate sicura), che ospita quattro volontari, e mezzora dopo esce anche l'Alfa 02, il gommone della Guardia costiera che, con due persone a bordo, resta in navigazione fino alle 13. Nel pomeriggio cambia il turno. Il tratto della costa viene setacciato dalla motovedetta 2089 della Capitaneria, che dà il cambio al gommone. Resta in acqua anche il mezzo della Svs con una nuova squadra. Tutti con gli occhi all'acqua, nella speranza di vedere anche solo una traccia che possa portare al corpo di Maestri. I mezzi procedono molto lentamente, a 5-6 nodi, per poter scrutare attentamente tutto, mentre i flutti imperversano, anche se con molta meno veemenza di sabato pomeriggio, quando Matteo è stato inghiottito dalle onde in corrispondenza delle Vaschette tra Calignaia e Calafuria. I vari mezzi (3/4 alla volta) si alternano: c'è chi procede più sotto costa e chi più al largo, in base alle direttive impartite dalla Capitaneria che studia le rotte per evitare che le imbarcazioni si incrocino e per fare in modo che tutta l'area interessata sia ben coperta. Non è facile riuscire a individuare il corpo. A un tratto i volontari della Svs avvistano una cosa scura tra le onde. Immediatamente danno l'allarme, mentre via radio si mettono in contatto con i volontari della Svs che stanno a terra. Parte subito la verifica, ma purtroppo si tratta solo di una busta nera. Si ricomincia. I soccorritori della Svs sono in contatto via radio, tramite il Vhf marino, anche con la Guardia costiera e con i vigili del fuoco, impegnati con un mezzo su cui ci sono anche i sommozzatori, pronti ad immergersi. Molto probabilmente infatti, secondo gli esperti, il corpo potrebbe trovarsi nei fondali. Sono preparati a tuffarsi anche i volontari della Svs. A bordo del gommone (sei metri e 40, con motore di 249 cavalli a idrogetto, e senza eliche per garantire la massima sicurezza) ci sono il comandante di imbarcazione che ha la patente nautica, un bagnino con brevetto e due soccorritori avanzati. Il mezzo si spinge fino a Quercianella: il corpo, infatti, in base alle correnti, potrebbe essere stato trascinato a sud. Inoltre a terra, sugli scogli, sono impegnati una ventina di volontari che perlustrano gli anfratti più difficili da raggiungere con la barca.
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