Il Tirreno

Pontedera

Il destino, giostra crudele

Giacomo Pelfer
Un momento delle ricerche nel mare di Calafuria andate avanti anche ieri       Il nostro giornale del mese di agosto 1989 dopo lo spaventoso incidente avvenuto in Grecia e in cui sopravvisse Matteo Maestri che all’epoca non aveva ancora otto anni
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Un momento delle ricerche nel mare di Calafuria andate avanti anche ieri Il nostro giornale del mese di agosto 1989 dopo lo spaventoso incidente avvenuto in Grecia e in cui sopravvisse Matteo Maestri che all’epoca non aveva ancora otto anni

22 anni fa Matteo sopravvisse ad uno spaventoso incidente

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 CASTELFRANCO. Il destino. La parola che più rimbalza in queste ore nella testa di chi conosceva Matteo Maestri. Un destino cinico e brutale, spettro della fragilità umana. Risucchiato dalla furia delle onde in un ventoso sabato d'agosto, proprio alla vigilia dei trent'anni, traguardo che Matteo si preparava a festeggiare con gli amici. Ma c'è un altro ricordo nel passato che molti, a Castelfranco, portano ancora ben impresso nella memoria. Era il 12 agosto del 1989 quando Matteo, 8 anni ancora da compiere, in vacanza in Grecia insieme ai genitori e ad altre tre famiglie, sopravvisse quasi per miracolo ad un terribile incidente. Accanto a lui, in quell'auto, persero la vita Pietro Marinai, 40 anni, di Santa Croce, e i due amichetti Marco (figlio di Pietro) e David Tamarri di Castelfranco, entrambi di 14 anni. Rimasero feriti, invece, insieme a Matteo, la moglie di Pietro Marinai, Natalina, e la piccola Arianna Salvadori. Una tragedia che sconvolse le comunità di Castelfranco e Santa Croce. Molti ancora oggi, a distanza di 22 anni, associano subito il nome di Matteo a quel terribile incidente. Ne ricorda ogni momento Mario Salvadori, amico strettissimo della famiglia Maestri, che quella sera rischiò di perdere la figlia Arianna. «Erano nove anni che andavamo in vacanza in Grecia, nella penisola calcidica - racconta -, dove campeggiavamo con tende e roulotte su un terreno a due passi dal mare. Quella sera stavamo rientrando dopo una pizza in un locale di Aghios Nikolaos. I ragazzi erano voluti salire tutti insieme sull'auto di Marinai e della moglie Natalina. Matteo era il più piccolo dei quattro, ed era seduto sulla gambe di mia figlia Arianna, accanto a Marco e David». A causare l'incidente sarebbe stato il sorpasso azzardato di un tassista, poi risultato ubriaco, proprio mentre dalla direzione opposta sopraggiungeva un camion. Nello scontro con il taxi, il mezzo pesante perse la ruota anteriore sinistra finendo sulla corsia opposta senza alcun controllo. Terribile lo scontro con l'auto di Marinai, che perse la vita sul colpo assieme al figlio Marco. «Noi eravamo più indietro, di parecchie auto - ricorda Salvadori - quando vedemmo uno sfavillio di luci in fondo al rettilineo. Solo arrivati sul luogo dell'incidente ci rendemmo conto di cosa era successo». Gli altri quattro occupanti dell'auto, grazie all'aiuto dei passanti, furono portati al più vicino pronto soccorso, e poi trasferiti all'ospedale di Salonicco. «Matteo e mia figlia Arianna furono operati e si salvarono - racconto l'uomo - ma per David non ci fu niente da fare. Nell'incidente perse la vita anche una ragazza greca residente in Australia, che viaggiava sul sedile posteriore del taxi, mentre il tassista riportò solo qualche graffio».  Mentre Mario Salvadori ricorda quei momenti, la sua auto sta ancora viaggiando in direzione di Livorno, verso gli scogli di Calafuria, in attesa di notizie su Matteo. «E' come se il destino - dice - dopo 22 anni, fosse tornato a riprenderselo». La tragedia riaccende i ricordi, e accomuna nel dolore le famiglie. Oggi come allora. «Sembra di rivivere quegli stessi momenti - dice Omero Tamarri, che all'epoca perse il figlio David -. Ieri sera sono stato a casa dei genitori. Non ci siamo detti niente; ho abbracciato Giuliano, il padre, e siamo scoppiati a piangere. Io ci sono passato tanti anni fa, eppure è ancora difficile quando si avvicina il 12 agosto».

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