Sicurezza
I RICORSI
Gli autovelox a volte sbagliano Ecco come ci si può difendere
Antonio Scuglia
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PONTEDERA. Non sempre gli autovelox sono nemici imbattibili: a volte gli apparecchi sbagliano o c'è un errore decisivo nel verbale. Per contestare una multa sollevata a seguito di infrazione rilevata con autovelox gli elementi fondamentali sono: modello e numero di matricola dell'autovelox utilizzato (potrebbe non erssere indicato), decreto di omologazione (potrebbe mancare), verifica del corretto funzionamento e dell'eventuale taratura (che per molti giudici, ma non tutti, potrebbe portare la tolleranza dal 5% al 17%). Il ricorso può essere presentato, a scelta del cittadino, al Prefetto (gratuitamente) oppure al Giudice di Pace (si paga, ma se si ha ragione i soldi tornao indietro). Si può fare ricorso anche se... si ha un po' torto, ovvero se la velocità era eccessiva ma non tanto da rientrare nella classe sanzionatoria addebitata. Il tutto per pagare meno e ricevere uno "sconto" sui punti tolti dalla patente. Se intestato al Prefetto, il ricorso può essere presentato a mano o spedito per raccomandata (A/R) all'organo che ha fatto la multa, o inviato direttamente all'ufficio del Prefetto della provincia in cui è stata commessa la violazione (ma solo con raccomandata A/R). Se il ricorso è diretto al Giudice di pace, va presentato alla cancelleria del giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione. Il ricorso può essere presentato personalmente a mano o a mezzo posta. In quest'ultimo caso ricordarsi i bolli: altrimenti, dopo un eventuale inutile sollecito, si diventerebbe evasori fiscali. Ed è necessario presentarsi il giorno in cui si viene chiamati per la discussione del giudizio, altrimenti il ricorso viene respinto automaticamente.
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