Attenzione
Desirée in sella per le Paralimpiadi
Francesca Ferri
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Desirée Crisafulli Dall'incidente sul lavoro alla bicicletta: ora punta a Londra 2012
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VOLTERRA. Stringono forte il manubrio della bici per le curve sui colli intorno a Volterra e non lo molleranno finché le ruote non si fermeranno a Londra. La determinazione è l'alimento dei loro muscoli, la volontà le irrora come un doping naturale. Le mani e le braccia di Desirée Crisafulli, 27 anni, atleta paralimpica di Varese, non lasceranno la presa prima di tirare il freno, fra dodici alle Paralimpiadi, i giochi riservati agli atleti diversamente abili. «Non disabili», precis Desiré. «Perché noi riusciamo a fare le stesse cose, ma per vie diverse». La via che ha imboccato questa ragazza solare e piena di vita l'ha portata dalla Lombardia al Centro di riabilitazione Inail di Volterra. Qui - ha deciso Desirée - sarebbe stata seguita per la riabilitazione e la preparazione atletica in vista del gran salto Oltremanica. Una di quelle braccia, infatti, ha bisogno di sostegno. Un incidente sul lavoro ne ha compromesso le funzionalità. «Era il 2006, avevo 22 anni - ricorda Desirée - facevo l'università a Milano e lavoravo in un bar per mantenermi gli studi. Un giorno è capitato un infortunio e la mia vita è caduta in un baratro». L'avambraccio sinistro è danneggiato, mobilità e uso sono pregiudicati, e anche la spalla e la schiena hanno problemi. Desirée non parla volentieri di sé stessa, preferisce raccontare cosa c'è stato dopo. «L'Inail di Varese ha studiato un progetto per la mia riabilitazione che prevedeva anche l'attività sportiva. Ed è stato lo sport che mi ha fatto tornare a sognare». Desirée prova il nuoto a altre discipline, ma con la bici è amore a prima vista. Comincia ad allenarsi, aiutandosi con un tutore stretto al braccio, e i risultati non tardano ad arrivare. Nel 2010 è campionessa italiana nella cronometro e su strada e vince la Coppa Europa. Un exploit incredibile per una neoatleta tanto che, dopo gli allori, il suo fisico chiede il conto. «Ho avuto un decadimento e perciò ho deciso di rivolgermi a Volterra, dove lo scorso novembre è iniziato un percorso nuovo». Il recupero è stato prodigioso e oltre le colline Desirée ha cominciato a intravedere il velodromo di Stratford. «A Volterra ho fatto incontri fondamentali che mi hanno infuso la motivazione giusta e spinto a credere nel progetto - spiega - penso alla mia fisioterapista Cecilia Gasparini, allo staff medico diretto dal professor Catitti, al dirigente Inail Carletti». E così ieri Desirée è tornata a Volterra dopo le vacanze. L'obiettivo a breve termine è strappare la convocazione ai campionati mondiali di febbraio, il lasciapassare per Londra 2012. Desirée incrocia le dita, mentre si allontana sulla sua bici su per i colli: l'allenamento non aspetta.
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