Il Tirreno

Pontedera

Nella centralissima piazza Cavour si è disputata l’undicesima edizione del gioco storico

È la prima volta del Romito

Jacopo Paganelli
Renzo Ciangherotti, animatore del palio della Balestra, spiega, al microfono, le modalità della gara e i personaggi in costume. Nella foto grande alcuni dei figuranti del corteo storico
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Renzo Ciangherotti, animatore del palio della Balestra, spiega, al microfono, le modalità della gara e i personaggi in costume. Nella foto grande alcuni dei figuranti del corteo storico

Alessandro Di Stefano premiato come il tiratore più preciso

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 PONTEDERA. Il Romito sbanca il Palio della Balestra. La frazione pontederese si aggiudica per la prima volta il cencio disegnato dall'artista Antonio Fremura. Davvero impressionanti le armi che la compagnia Balestrieri Pisani ha utilizzato durante la manifestazione: sono capaci di sparare dardi di ben 125 grammi a una distanza di 350-400 metri, con una velocità che oscilla fra i 150 e i 175 km l'ora. Le danze sono state aperte dal corteo storico, che è partito dal Piazzone ed è arrivato in piazza Cavour, davanti a palazzo Stefanelli. Prima dell'inizio ufficiale, poi, il capitano del popolo della Repubblica di Pisa ha letto il diploma con cui il Consiglio degli anziani autorizza il palio nella località Pons Herae, antico nome latino della città della Piaggio. L'assessore alla cultura Liviana Canovai ha estratto da un sacchetto le coppie di tiratori da abbinare alle consulte di frazione in cui è suddiviso il comune: Ferrovia Guerrazzi, Centro sud Garimberti, Montecastello, Gello Pardossi, Oltrera, La Rotta, Il Romito, Treggiaia, Santa Lucia, La Borra e Gello Pardossi. I primi che sono stati destinati al tiro sono stati i più fortunati: «quando le tante frecce che si conficcano nel bersaglio formano il riccio, diventa davvero difficile mirare», entra nel merito Renzo Ciangherotti, dell'associazione culturale La Balestra, che insieme al comune ha organizzato l'evento. La gara è stata articolata in due fasi distinte: la prima i tiri a tre bersagli piatti da ben trentasei metri di distanza. Poi il bersaglio sporgente di ben 50 centimetri, che presenta ancora più difficoltà, visto che il tiro effettuato dalle balestre è parabolico. Necessaria ovviamente buona mira, visto che i cerchi concentrici distano l'uno dall'altro pochi millimetri. «È sempre in agguato quella che in gergo si chiama la scoglionata: ovvero il proiettile urta sul bordo del bersaglio sporgente e viene deviato", continua Ciangherotti. Nella categoria individuale, i balestrieri che si sono piazzati sul podio sono Pietro Davini (terzo), Luigi Sanna (secondo) e Alessandro di Stefano (primo). A loro sono andati i premi consegnati dagli assessori Canovai e Marco Papiani: al primo classificato un corposo cesto di viveri. Di certo c'è che, come ha ricordato la Canovai, la kermesse è un modo splendido di "ricordare ai pontederesi che la loro città non è nata con la Piaggio. Bensì millenni addietro, come testimoniano i recentissimi ritrovamenti di età longobarda. Bisogna far capire che nessuno di noi trascende dalle vicende storiche, ma che tutti noi siamo la storia. La quale è passata anche da Pontedera».

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