Sicurezza
Lavventura nella Grande Mela di 2 donne della zona: i voli annullati fanno ritardare il rientro
Bloccate a New York aspettando che passi Irene
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Una veduta di New York 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Bloccate a New York, aspettando Irene. L'uragano che sta mietendo danni e vittime negli Stati Uniti e ch, negli ultimi giorni, è diventato un incubo anche per New York, tiene in ansia anche alcune famiglie della nostra zona che hanno parenti nella Grande Mela. L'ordine di evacuazione che il sindaco Bloomberg ha emanato per New York costringe alcuni turisti della zona a ritardare il rientro. Gli aerei non partono. Da ieri a mezzogiorno - ora di New York - si sono fermati anche i servizi pubblici. «Difficile contattare anche la compagnia aerea - spiega Simona Caroti, di Lari, responsabile dell'ufficio comunicazione della Banca della Valdinievole - per capire cosa succede». Tiene i contatti con amici e con la famiglia attraverso Facebook. Con ironia, racconta questa avventura. Non è la sola. Anche Francesca Pinochi, empolese, ma responsabile della comunicazione per il Comune di San Miniato, è nella Grande Mela. E deve attendere che Irene, l'ennesimo uragano che flagella l'America, sia passato. Anche per lei il veicolo più diretto, per comunicare, è Facebook. «Mi hanno cancellato il volo e probabilmente non potro' rientarre prima della prossima settimana - racconta Francesca - Dicono che un uragano come Irene non si presentava dal 1974. Qui sono molto organizzati: abbiamo scorte, generatore e un riparo sicuro sottoterra». Dall'Italia, coloro che prima di partire si erano registrati all'apposito sito del ministero, hanno ricevuto un sms dal ministro Frattini, con le indicazioni precauzionali. «In quel messaggino - racconta sempre attraverso Facebook Simona Caroti - ci viene suggerito di contattare il consolato generale italiano a New York». Ma non è un'impresa facile. «No - prosegue nel racconto telematico Simona Caroti - appena si ocmpone il numero parte un disco, con le istruzioni. Non risponde nessuno direttamente. Ci viene dato un numero di emergenza. Ma la casella vocale a cui è abbinato, è piena. È impossibile lasciare un messaggio: E quindi essere contattati». Stessa esperienza anche per Francesca Pinochi: «Ho chiamato il Consolato Generale - racconta - ma devono essere tutti in ferie». ALTRI SERVIZI A PAGINA 2 E 3
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