Attenzione
«Ben venga il codice etico»
Cristiano Marcacci
◗
Operai al lavoro in una conceriaLa Provincia di Pisa apre alla proposta lanciata dall'Assa
3 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. I signori della pelle accusati di una delle più grandi evasioni degli ultimi anni. Si parla di 106 milioni di euro, che i fratelli Mastrotto, a capo del gruppo leader del distretto di Arzignano (con circa duemila dipendenti), avrebbero sottratto al Fisco. A questi vanno aggiunti i capitali per 1,3 miliardi occultati all'estero. La notizia scuote il tessuto produttivo di Santa Croce, nonostante molti imprenditori siano ancora in ferie. Scatta subito l'autodifesa preventiva: «Non accomunateci a questa vicenda. Non facciamo di tutta l'erba un fascio. Le accuse imputate al gruppo Mastrotto non avrebbero ragione di esistere a Santa Croce, semplicemente perché non ci sarebbero i presupposti per mettere in piedi certi meccanismi per aggirare le regole». La lista delle irregolarità spuntate in provincia di Vicenza è lunga e va completata con tonnellate di pellame vendute in nero per oltre dieci milioni di euro e con somme "fuori busta paga" per circa nove milioni finite nelle tasche di centinaia di lavoratori che riscuotevano in questo modo le ore di straordinario. Un "modus operandi", quest'ultimo, a cui si erano avvicinati in passato anche molti imprenditori del Valdarno Inferiore, ma che però oggi sembrerebbe non rientrare più nelle abitudini dei conciari locali. «Dopo quanto si è appreso da tutti i giornali - sostiene Piero Maccanti, direttore dell'Associazione Conciatori di Santa Croce - eviterei di dare una lettura generalizzata alla vicenda e di affermare che è dei conciatori italiani la responsabilità di una bella fetta dell'evasione. Quanto avvenuto al Gruppo Mastrotto, per la sua complessità aziendale e per le attività localizzate anche in paesi esteri, è un fenomeno circoscritto. Nel distretto di Santa Croce, anche se volessero farlo, le aziende non potrebbero, non avendone la struttura, allestire un tale sistema di evasione. Molte delle nostre associate sono aziende monofamiliari ed il tipo di clientela ormai consolidata riguarda le grandi firme e l'export, per cui i margini per "fare del nero" sono pressoché inesistenti. La tendenza di pagare gli straordinari "fuori busta" agli operai era, per la verità, una pratica abbastanza consolidata anche da noi. Era l'unico modo per avere la disponibilità dei dipendenti a fare ore in più. Ora, però, ciò non esiste più. Nella fase attuale c'è l'assoluta esigenza, da parte di tutti, di documentare tutti i costi. Tutto viene fatturato e non ci sono rifugi di "nero" da cui attingere per pagare "fuori busta" gli operai». Intanto, arrivano i primi riscontri positivi alla proposta, formulata dalla presidentessa dell'Assa (l'associazione dei contoterzisti) Rossella Giannotti, di un codice etico per le aziende conciarie, attraverso il quale le imprese si impegnino ad affidare le commesse solamente a quelle ditte che hanno rapporti di lavoro regolari con le proprie maestranze. «La Provincia di Pisa - afferma l'assessore alle attività produttive Graziano Turini - apprezza il senso di responsabilità con il quale Associazione Conciatori e Assa hanno manifestato la propria volontà a impegnarsi su questo fronte: ciò testimonia un "cambio di prospettiva" rispetto al quale tutti gli attori hanno dato il proprio contributo, a partire dalla stessa Provincia e dai Comuni, da sempre sostenitori dell'idea per cui la sfida della competitività sia da vincere puntando sulla qualità e sull'innovazione, non sulla compressione del costo del lavoro e del costo ambientale». Si è insomma imboccato un percorso virtuoso, da proseguire ora con decisione. «Il comitato di distretto - aggiunge Turini - può essere il luogo ideale nel quale sviluppare il lavoro operativo necessario, adesso, per arrivare a definire concretamente il codice etico; e a costruire, su di esso un nuovo patto per il comprensorio del Cuoio, che raccolga i contributi di tutte le forze economiche e sociali». In tale ottica la Provincia, è pronta, da subito, a farsi carico dell'attività di supporto che servirà per muoversi su questa strada. «Di certo - conclude Turini - risulta un ottimo punto di partenza il rigore con cui sia Assa (da anni fortemente motivata su questo terreno) sia Assoconciatori stanno affrontando il tema interno del rispetto delle regole fra i propri iscritti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
