Il Tirreno

Pontedera

Non è stato firmato il verbale di accordo sulla riorganizzazione aziendale prevista dal contratto nazionale

Rottura tra Cassa e organizzazioni sindacali

La sede della Cassa di risparmio in piazza dei Priori
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La sede della Cassa di risparmio in piazza dei Priori

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 VOLTERRA. Frattura nelle relazioni tra sindacati e Cassa di Risparmio di Volterra. Lo annunciano Fabi, Fisac Cgil e Fiba Cisl in un volantino distribuito ieri che tuona come un punto di non ritorno: le organizzazioni sindacali non hanno, infatti, firmato il verbale di accordo.  Un verbale che doveva sigillare la riorganizzazione aziendale, come previsto dall'articolo 15 del Contratto nazionale del lavoro.  Cosa è successo? Dopo gli incontri degli ultimi mesi tra la rappresentanza dei lavoratori e l'azienda riguardo alle ricadute sul personale prodotte dalla nuova organizzazione della direzione generale, presentata dall'azienda a giugno, la Cr di Volterra «ha proposto vaghe aperture - lamentano i sindacati - pretendendo carta bianca senza dare risposte nonostante la concretezza delle osservazioni sindacali», quali la stabilizzazione dei precari, l'apertura di una procedura di esodo volontario per favorire nuove assunzioni e l'impegno della direzione generale a non effettuare ulteriori esternalizzazioni ma, al contrario, a far rientrare quanto già esternalizzato.  «Con questa crisi - osservano Fabi, Fisac e Fiba - è bene tenere sul territorio tutte le attività produttive che possiamo mantenere per dare lavoro in loco ai nostri giovani». «Non abbiamo avanzato nuove rivendicazioni economiche - tengono a precisare i sindacati - la nostra posizione è stata improntata sempre alla massima responsabilità e alla migliore tutela del lavoro».  Negli ultimi incontri, però, le risposte fornite dall'azienda non hanno soddisfatto i sindacati che le ha ritenute evasive e non convincenti. Quanto alla riorganizzazione, per i rappresentanti dei lavoratori sarebbe un'operazione solo di facciata. «Di fatto - lamentano - ancora una volta è una cambiale in bianco a fronte di una ratifica politica di grande peso e importanza strategica».  Un salto nel buio, insomma, che le organizzazioni sindacali non vogliono fare. E perciò non hanno firmato il verbale di accordo sulla ristrutturazione e anzi, nei prossimi giorni, valuteranno quali misure e strategie da adottare.

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