Il Tirreno

Pontedera

Due ricorsi di altrettanti automobilisti contro l’apparecchio lungo la Bientinese

«Quell'autovelox è fuorilegge» il giudice di pace dovrà decidere

Cristiano Marcacci
Un tratto della Bientinese e l’autovelox nel mirino dei ricorsi al giudice di pace di Pontedera
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Un tratto della Bientinese e l’autovelox nel mirino dei ricorsi al giudice di pace di Pontedera

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 BIENTINA. Nei primi giorni del prossimo mese di novembre il giudice di pace di Pontedera potrebbe cominciare a rendere la vita più difficile all'autovelox super tecnologico posizionato lungo la Bientinese, quasi al confine con il territorio comunale di Altopascio.  Sull'operatività dell'apparecchio, che da mesi rappresenta un autentico pozzo d'oro per le casse dell'amministrazione provinciale di Pisa, a cui vanno i soldi delle salatissime multe elevate contro quegli automobilisti "pizzicati" oltre il limite dei cinquanta chilometri orari, pesano due ricorsi ben articolati presentati da altrettanti cittadini sanzionati. Questi ultimi si sono rivolti al giudice di pace con l'aiuto delle specifiche competenze messe a disposizione dallo studio legale di Gabriele Marroni (di Pisa). Tra i cardini su cui poggiano i ricorsi spiccano la mancanza di visibilità della stessa apparecchiatura e della relativa segnaletica, l'insufficiente distanza della cartellonistica e l'immotivato limite dei cinquanta chilometri orari.  Uno dei due autonobilisti che chiedono al giudice di pace un pronunciamento sulla questione è Massimo Favilli, residente a Santo Pietro Belvedere, agente della Toro Assicurazioni di Pontedera. Nello scorso mese di maggio è stato "immortalato" dall'autovelox mentre procedeva con la sua auto a 97 chilometri all'ora, quindi 47 in più rispetto al limite. La multa che gli è stata recapitata a casa è di 517 euro, a cui si sono aggiunte la decurtazione di sei punti dalla patente e la sospensione dello stesso documento di guida. Tutti provvedimenti "congelati" in attesa della decisione del giudice di pace, di fronte al quale il ricorso sarà discusso il prossimo 9 novembre.  «Con l'ausilio del mio legale - ci spiega Favilli - voglio dimostrare che quell'apparecchio, posizionato lungo quella strada e in quel modo, serve unicamente alle esigenze di cassa della Provincia, contrariamente quindi a quanto previsto dalla legge, secondo cui gli autovelox devono essere preventivamente e adeguatamente segnalati e, soprattutto, ben visibili. Inoltre, ci sono da evidenziare due aspetti: la Bientinese è una strada perlopiù diritta che non attraversa alcun centro abitato e quindi è assurdo il limite dei cinquanta orari e poi i cartelli che segnalano la presenza della postazione fissa si trovano a nemmeno duecento metri dall'autovelox, contrariamente a quanto stabilito recentemente dalla Corte di Cassazione, secondo la quale la cartellonistica si deve trovare ad almeno quattrocento metri».  Lo studio legale Marroni è fiducioso rispetto all'esito dell'udienza dal giudice di pace. «Su Firenze - dicono gli avvocati - abbiamo vinto numerosi ricorsi con motivazioni simili. Sulla Bientinese, come testimonia l'ampia documentazione fotografica in nostro possesso, l'autovelox è nascosto e camuffato dall'impianto fotovoltaico adiacente ed anche la segnaletica non è adeguatamente visibile a causa di alcuni pannelli pubblicitari».

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