Il Tirreno

Pontedera

"Bocciata" la proposta dei farmacisti

Utenti all’interno della farmacia Nanni
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Utenti all’interno della farmacia Nanni

Chiedevano che il reddito fosse indicato nella tessera sanitaria: non è possibile tecnicamente

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 PONTEDERA. Dopo la rivoluzione dei ticket, i farmacisti si riuniscono negli stati generali ma delle loro proposte per snellire il nuovo sistema dell'autocertificazione del reddito, in primis quella di registrare sulla tessera sanitaria il codice relativo al reddito che permette di avere fasce di prezzo differenziate per ritirare i farmaci, purtroppo pare si debba fare carta straccia.  La riunione dei farmacisti della provincia di Pisa si è tenuta ieri a Pontedera. Nella sala conferenze dell'Unione Valdera, davanti a un centinaio di camici bianchi da tutte le farmacie della zona, ai rappresentati dell'ordine e all'Associazione Farmacisti, c'erano il direttore del dipartimento del Farmaco della Asl 5 di Pisa, Tiberio Corona, e la responsabile del cup Monica Raffanti.  Sul tavolo della discussione, inutile dirlo, lo tsunami ticket che sta travolgendo le abitudini al di qua e al di là del bancone. La proposta dei farmacisti, già avanzata più volte, è molto semplice: invece di far segnare a mano ai cittadini il codice che ne identifica la fascia di reddito, per poter applicare il relativo prezzo al momento di ritirare le medicine, si inserisca il dato nel chip di memoria della carta sanitaria. In questo modo i cittadini avrebbero la comodità di non dover ogni volta scrivere a manoil codice e perdersi in carte e scartoffie tra Isee e dichiarazione dei redditi. E, non di meno, avrebbero il doppio vantaggio di veder tutelata la propria privacy: persi nei meadri dei circuiti elettronici, i dati sui propri redditi non possono certo essere origliati da altri clienti della farmacia o dallo stesso titolare. E, come si visto proprio in questi giorni, la difesa della privacy è addirittura forse più sentita che non la scocciatura di dover pagare qualcosa in più rispetto a prima per ritirare le medicine.  E invece quanto è emerso alla riunione di ieri è chiaro: il codice di reddito sulla carta non ci può stare. Il problema, pare, sia di competenze. Le tessere sono emesse e gestite a livello nazionale dalla Sogei, la società di "Information and communication technology" del ministero dell'Economia e delle Finanze. Il dato sul reddito è invece legato a un'operazione regionale. E, a quanto pare, i due piani non si possono "parlare". «Ci è stato detto che la cosa non si può fare neanche lontanamente - spiegano in una farmacia di Pontedera, appena rientrati dall'incontro - perché in sostanza la Regione non si può "agganciare" al sistema ministeriale». «Hanno detto che ci si arriverà, ma per ora è tutto in alto mare», spiegano alla farmacia di Treggiaia.  L'altra "semi" novità riguarda la parificazione tra i due sistemi di classificazione del reddito che riguardano rispettivamente i farmaci mutuabili e le richieste di visite specialistiche. Per i primi, il codice del proprio Isee va scritto sulla ricetta con accanto la firma del titolare; nel secondo caso, invece, si deve compilare un modulo a parte. In futuro dovrebbe essere introdotto un metodo unico per indicare la propria fascia, sia per gli uni che per gli altri tipi di richiesta, ma si attendono conferme da Roma e, soprattutto, non ci sono conferme sui tempi.  Da oggi, intanto, sono previsti tra Regione, Asl e medici di base per sollecitare una puntuale trascrizione delle sigle delle "vecchie" esenzioni per stato di salute. E, chissà, forse anche per tastare il terreno. Tra i farmacisti non si nasconde l'auspicio che il compito di indicare il reddito degli utenti possa essere scaricato sul medico di famiglia. Francesca Ferri ALTRI SERVIZI A PAGINA 2

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