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LINTERVENTO
Ben venga l'Unione, l'abolizione dei Comuni peggiorerebbe la situazione
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Il consigliere Stefano Giannotti interviene all'interno del dibattito sull'Unione dei Comuni, sollecitato da un articolato intervento di Cristian Pardossi e Giulia Deidda sul tema. E lo fa, come spesso purtroppo gli capita, in modo piuttosto inappropriato. Un conto è iniziare a ragionare seriamente sulle opportunità che potrebbero derivare da forme più stringenti di collaborazione tra i vari Comuni del comprensorio del Cuoio per il governo del territorio, in modo da rispondere in modo forse più efficace alle sfide che la difficile situazione economica e sociale ci pone, e che si potrebbero concretizzare - dopo i passaggi necessari sia a livello politico che a livello istituzionale - nella forma di un'Unione dei Comuni (come già realizzato in contesti a noi vicini), un conto è trasformare il tutto in burletta proponendo la semplice abolizione dei Comuni eventualmente coinvolti in questo processo. Considero i Comuni, anche i piccoli Comuni, come veri e propri presidi di democrazia. Il contatto diretto che i singoli cittadini possono avere con i consiglieri comunali, di maggioranza o di minoranza che siano, costituisce uno degli elementi qualificanti del nostro sistema democratico come fin qui lo abbiamo conosciuto. Una risorsa che è opportuno non dissipare. Non mi convincono, nel modo più assoluto, le sirene dell'antipolitica. E sono molto preoccupato, come l'Anci, degli effetti che quest'ultima manovra comporterà per il sistema degli enti locali nel suo complesso. Una lettera dell'Anci, appena giunta ai sindaci di tutte le città italiane, invita alla mobilitazione. Vi si può leggere: "Si riduce il numero dei consiglieri (..) sino a rendere praticamente inutili e ingestibili i consigli, e sino ad infliggere un colpo mortale ad una straordinaria rete di partecipazione democratica, di volontariato civico, di impegno per la propria comunità, per la sua coesione sociale, per la promozione ed il sostegno al suo sviluppo. Il tutto vergognosamente contrabbandato come taglio virtuoso ai costi della politica e alla casta". Poco importa, ai fini dell'analisi, che questa lettera sia firmata dall'onorevole Osvaldo Napoli, esponente politico del Pdl, ovvero il partito maggiormente responsabile di questa manovra che avrà effetti drammatici nei confronti degli enti locali (che forniscono gran parte del sistema dei servizi educativi, scolastici, sociali, culturali). I Comuni, è bene sottolinearlo, sono l'unica parte della pubblica amministrazione che in questi anni ha contribuito a ridurre in modo ingente il debito pubblico. E questo è stato fatto anche grazie ai tanti amministratori, di ogni colore politico, che si sono interessati, nella stragrande maggioranza dei casi con disinteressato spirito di servizio, al bene comune. Non è certo eliminando i Comuni, i consigli comunali, le giunte di San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco che migliorerebbe la qualità della vita dei nostri cittadini. Al contrario. Di sicuro diminuirebbe la capacità dei singoli cittadini di partecipare alla vita pubblica locale ed aumenterebbe la distanza tra amministratori ed amministrati: effetti perversi da evitare nel modo più assoluto. Alessio Bellini Sinistra Ecologia Libertà Santa Croce
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