Attenzione
Salvato da un infermiere del Lotti
S.C.
Rianimato dopo un infarto mentre ballava alla discoteca "Don Carlos"
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PONTEDERA. Musica ferma e sguardi preoccupati: il dj chiede se nella discoteca c'è un medico per soccorrere un quarantenne colpito da infarto mentre ballava. Succede nella discoteca "Don Carlos" di Chiesina Uzzanese, una delle sere di Ferragosto. L'uomo viene salvato. E questo grazie anche ad un infermiere dell'ospedale Lotti. È lui, insieme a due volontari della Misericordia, anche loro a ballare nella discoteca, che rianima il quarantenne mentre dal locale parte la richiesta d'aiuto al 118. Minuti di apprensione: la principale preoccupazione è per l'uomo steso sul pavimento che sembra morto. Una scena molto lontana - per fortuna - da quella avvenuta a Marina di Ravenna, dove una ragazza è stata colta da un malore durante una festa in spiaggia e morta nell'indifferenza generale, circondata da giovani che continuavano a ballare. Il soccorso tempestivo consente poi di trasportare l'uomo all'ospedale del Ceppo di Pistoia. Nei giorni successivi viene trasferito a Cisanello per essere operato al cuore. Se è vivo lo deve anche al pontederese, che lavora nel reparto di ortopedia. Gli chiediamo di raccontare quei momenti e l'applauso finale. Mani che si stringono per la gioia quando si capisce che le manovre di rianimazione non sono inutili. Nicola racconta quei momenti spiegando che per lui è stato naturale fare il possibile per salvare l'uomo in attesa dell'arrivo di un medico. «Devo dire che l'intervento rianimatorio e la professionalità degli infermieri e del medico dell'ambulanza della Pubblica Assistenza di Borgo a Buggiano e dell'automedica di Pescia sono stati ottimi». Ma non hanno fatto tutto da soli, come qualcuno potrebbe immaginare. «Ero presente quella sera, a pochi passi dall'accaduto, e quando il dj ha chiesto se c'era un medico in sala, io aiutato da due persone del posto, siamo accorsi». L'uomo non era cosciente. Il suo battito cardiaco non si percepiva. Tutto faceva pensare al peggio. «Sono sicuro che aveva assenza di attività cardiaca e respiratoria - racconta l'infermiere - abbiamo praticato immediatamente la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco per ben 15 minuti, fino all'arrivo dell'ambulanza». L'intervento dell'infermiere, considerando il tempo intercorso, pur tempestivo, dall'arrivo del defibrillatore, è stato provvidenziale. «Oggi mi sento di dire grazie anche ai due volontari che mi hanno aiutato in quei 15 minuti che sono stati fondamentali. Li ringrazio per l'altruismo e la generosità (specie in questi tempi in cui sembra prevalere l'egoismo) che hanno permesso di salvare la vita di quell'uomo». Nei giorni successivi al salvataggio Nicola ha cercato di avere notizie del quarantenne colto da malore in discoteca. «So che è stato operato e che ha avuto un infarto». Difficile dimenticare quei momenti, compreso «l'applauso di tutto il "Don Carlos", di tante persone che hanno seguito con ansia i soccorsi».
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