Sicurezza
Per gli altri un rientro a scaglioni con il sostegno della cassa integrazione
Piaggio ce la fa: riapre il 29 al lavoro solamente in 600
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PONTEDERA. Da ieri mattina è ufficiale: Piaggio ricomincerà l'attività produttiva il 29 agosto, ma non tutti i dipendenti rientreranno a lavoro. A causa della ben nota vicenda legata al fallimento di Tecnocontrol, sarà fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria con rientri scaglionati. Lo hanno stabilito i responsabili delle risorse umane all'interno di una riunione avuta con i rappresentanti sindacali che si è svolta ieri mattina. Lunedì prossimo saranno circa 600 gli operai che rientreranno a lavoro. Si tratta del 35% del totale. Una percentuale che raggiungerà il 75% dopo due settimane e che toccherà il 100% il 19 settembre. La mancanza di scorte e materiali è la motivazione che permetterà a Piaggio di fare ricorso alla cassa integrazione. Ieri mattina sono partiti i telegrammi per i lavoratori che non rientreranno in fabbrica lunedì, ma che dovranno aspettare alcuni giorni prima di rientrare dalle ferie. Chi non riceverà il telegramma dovrà, invece, presentarsi regolarmente ai varchi dello stabilimento di Pontedera il 29 agosto come previsto. Ma lunedì prossimo, secondo lo studio legale Brini che rappresenta Tecnocontrol nella vicenda del fallimento, sarà anche il giorno in cui Industrie Toscane riaprirà i cancelli dello stabilimento pontederese. La comunicazione è arrivata a Piaggio, al curatore fallimentare e al Comune di Pontedera tramite una lettera. Il messaggio, quindi, è che la famiglia Caponi non molla Industrie Toscane, anche se gli stipendi del mese di luglio dei dipendenti non risultano ancora essere stati pagati. Una mancanza dovuta all'interruzione di flusso di denaro da parte di Piaggio a Tecnocontrol che veniva poi girato a Industrie Toscane. Una mossa che potrebbe rendere un po' più complicata la soluzione impostata da Antonio Nazaro, il curatore fallimentare nominato dal tribunale di Pisa. Oggi, infatti, è attesa la chiusura dell'operazione che, a detta dello stesso Nazaro, «favorirà il ritorno al lavoro degli operai e la ripresa delle attività dell'azienda pontederese», anche se la forma giuridica e societaria non può essere divulgata. Probabile che oggi o al massimo domani ci sia anche l'incontro fra lo stesso curatore fallimentare e i rappresentanti provinciali delle quattro sigle sindacali, così come questi ultimi avevano richiesto martedì allo stesso Nazaro. In ballo, infatti, oltre alle commesse produttive, ci sono soprattutto le sorti dei 136 lavoratori di Industrie Toscane.
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