Il Tirreno

Pontedera

Tecnocontrol, spunta un conto a Lugano

Andreas Quirici

L'accusa: così l'azienda dell'indotto voleva evitare i pignoramenti

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 PONTEDERA. Un conto corrente aperto a Lugano per evitare pignoramenti, mancanza di un piano industriale consistenze e di risorse patrimoniali per pagare i creditori.  Questi alcuni elementi della sentenza con cui il tribunale di Pisa ha stabilito il fallimento di Tecnocontrol, citati dall avvocato Antonio Calamia, legale di Piaggio, rispondendo al suo collega Giuseppe Brini che rappresenta la stessa Tecnocontrol e che aveva definito la sentenza «profondamente ingiusta». Secondo Calamia, il tribunale quindi ha ritenuto che la «crisi economica e finanziaria dell'impresa e la «situazione obiettiva di impotenza economico-patrimoniale, unitamente alla illiquidità ed alla carenza di affidamento da parte degli istituti di credito impongano la apertura della procedura concorsuale, per la salvaguardia dei diritti dei creditori».  La nota del legale prosegue sottolineando che «è interesse del mio cliente evitare sterili polemiche, non ci interessano i molteplici movimenti posti in essere tra diverse società, lo spezzettamento dell'attività, i trasferimenti di sede, i progetti di scissione. Appare invece prioritario operare per la ripresa della produzione e per la salvaguardia dei posti di lavoro, in contatto con gli organi della procedura».  Intanto stamattina le quattro sigle sindacali e un gruppo di dirigenti della Piaggio si incontreranno per stabilire le modalità del rientro al lavoro. Sarà la decisione definitiva che operai dei reparti delle "Meccaniche" e "2R" aspettano da giorni. Manca, infatti, solo l'ufficialità al periodo di cassa integrazione per i problemi di fornitura dovuti alle difficoltà di Tecnocontrol, che hanno portato al fallimento dell'azienda.  La riunione di stamani dovrà dire se si tratterà di un iniziale rientro per tutti con periodo successivi di stop a scaglione o se la cassa integrazione sarà immediata fin da subito. Da capire anche quanto durerà questo periodo di incertezza produttiva, in attesa che la situazione di Tecnocontrol (e quindi del braccio operativo rappresentato da Industrie Toscane), si risolva.  Se da un lato i sindacati effettueranno l'incontro con i dirigenti Piaggio questa mattina, dall'altro gli stessi segretari provinciali di Fim-Cisl, Uilm-Uil, e Fiom-Cgil e Uglm dovrebbero incontrare presto anche Antonio Nazaro, curatore fallimentare nominato dal tribunale di Pisa per gestire il fallimento di Tecnocontrol. I rappresentanti dei lavoratori, infatti, hanno richiesto ufficialmente al professionista di effettuare una riunione per venire a conoscenza dei dettagli dell'operazione che sta per rimettere in moto Industrie Toscane.  Ma la loro necessità è anche quella di assicurarsi che sia garantito un futuro occupazionale ai 136 dipendenti dell'azienda pontederese fornitrice di Piaggio. Nazaro sta aspettando di avere elementi più concreti rispetto a quelli già in suo possesso prima di fissare l'incontro.  Oggi sarà una giornata importante per l'intera vicenda, come sottolineato da più parti, anche se lo spettro della cassa integrazione, per parte degli operai della Piaggio non potrà essere scongiurato.

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