Sicurezza
Saracinesche, infissi e tubi offendono il centro storico: lunga la lista delle brutture
Giacomo Pelfer
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Due scorci della San Miniato che nessuno vorrebbe vedere 3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Sono tante le piccole attenzioni che fanno la differenza tra un centro storico curato, decoroso, amato, ed uno abbandonato a quella poca sensibilità estetica che finisce per creare una sottile patina di trascuratezza. Piccoli accorgimenti, spesso banali, che contribuiscono però a determinare l'immagine che una città turistica offre di sé al mondo. Da questo punto di vista, San Miniato sembra avere ancora molto da migliorare. Basta muoversi tra le città storiche della Toscana, senza andare neanche troppo lontano, per rendersi conto che la città della Rocca non può ancora reggere il confronto: saracinesche di metallo, infissi in alluminio, tubature e cavi in bella mostra su facciate storiche, campanelli e cassette della posta esteticamente discutibili. Sono le mille brutture di San Miniato. Un problema che riemerge, costantemente, ad ogni assemblea per il futuro e il rilancio del centro storico. Senza scomodare "l'impeccabile" San Gimignano (modello comunque superato dal turismo moderno), anche un confronto con Volterra appare già stridente, ma si potrebbero citare decine di centri minori, anche con un patrimonio storico-artistico nettamente inferiore a quello di San Miniato. Basta una passeggiata tra i palazzi e gli scorci della città: a farla da padrone sono le decine di garage con le saracinesche in metallo, spesso arrugginite, che segnano un tessuto urbano a tratti simile ad un'autorimessa. Sono ovunque, anche sulle strade principali, spesso con scritte e passi carrabili dipinti a caratteri cubitali, a testimonianza di un centro storico in carenza di parcheggi. Poi, ci sono gli infissi in alluminio, praticamente scomparsi dai centri storici ma non a San Miniato, dove continuano ad essere utilizzati per bar, vetrine e abitazioni. Sono gli elementi più evidenti, che spiccano sulle facciate del centro spesso trascurate e caotiche: contatori arrugginiti, tubature, cavi di corrente alle pareti. Ferro e plastica che si mescolano nel caos delle facciate, insieme a cassette della posta senza dubbio poco eleganti e campanelli ultramoderni installati a fianco di vecchi campanelli ammuffiti. Anche il commercio non aiuta il colpo d'occhio, in una città senza spazi pedonali, perennemente aperta al traffico, dove i negozianti non hanno possibilità di esporre merce in strada, posizionare sedie, tavolini o fioriere, in pratica farsi notare contribuendo all'immagine della città. Non va meglio con le retrofacciate, il "dietro le quinte" rivolto verso la vallata: un alveare di stanze e terrazzi in attesa di restauro, da cui scendono tubature e grondaie in plastica. A contribuire in maniera determinante è soprattutto la stagnazione del mercato immobiliare nel centro storico: troppo pochi gli edifici restaurati di recente, tanti i cartelli per vendere appartamenti e affittare fondi commerciali. Scegliere di investire o acquistare casa a San Miniato continua ad essere troppo caro. E restaurare gli edifici lo è ancora di più. Lo scorso anno, addirittura, è andato semideserto un bando da 103mila euro che l'amministrazione aveva provato a mettere in campo per smuovere le acque, concedendo contributi fino al 25% per interventi di restauro alle facciate. Adesso, il Comune di San Miniato ci riprova, con un bando analogo da 86mila euro in tutto, in scadenza per il 31 ottobre. Un'opportunità rivolta ai proprietari, ma anche a chi è in affitto in un fondo commerciale e intende migliorare l'immagine della propria attività.
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